.: FRC :. Francesca Romana Capone

Nera che porta via…

novembre 5

Le immagini di Genova sconvolta dall’alluvione mi fanno davvero male. La città che più amo, quella nella quale sogno di andare a vivere, trasfigurata da una furia naturale e, per questo, tanto più annichilente. Mancano le parole, manca anche la voglia di dare la colpa a qualcuno: inutili, mi pare, le polemiche verso il comune che, quanto meno, aveva diramato un allerta preciso (rispetto al quale qualcuno aveva pure polemizzato, dicendo che l’alluvione c’era già stata). Ce ne sono senz’altro di responsabilità, ma c’è anche il tocco dell’imponderabile, dell’impossibile da prevedere.

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Un saluto al sognatore

ottobre 6

Non sarò la prima né l’ultima a sentirsi triste, oggi, di fronte alla notizia della morte di Steve Jobs. Si è già scritto e detto di tutto, d’altro canto il suo cancro al pancreas aveva fatto sì che le redazioni fossero belle e pronte con polposi coccodrilli. Gli utenti mac hanno fatto il resto, inondando la rete di messaggi, ricordi, discussioni. Perciò questo post non serve a niente, se non a dire che mai avrei pensato di provare dispiacere per la morte di un imprenditore miliardario.

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A piedi da Ginevra al Gran Sasso

settembre 24

La vera notizia sull’ipotesi che i neutrini viaggino più veloce della luce, è che – a quanto pare – lo fanno a piedi. Già, perché assai più della conferenza web del Cern, l’informazione più ghiotta proviene dalla nostra minestra dell’Istruzione. La quale, presa dall’entusiasmo, ha lasciato trapelare che lo straordinario risultato deve moltissimo ai 45 milioni di euro investiti dal nostro paese per costruire un tunnel tra il centro ginevrino e i laboratori del Gran Sasso.

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Geografia quotidiana

settembre 22

Non si può più rimandare: l’anno lavorativo e scolastico è cominciato, con tutto il suo ingorgo di impegni, di spostamenti, di movimenti frenetici. Di tempo che scivola dalle mani come un’anguilla, di stanchezza che si accumula sugli occhi alla sera, tira giù le palpebre come tendaggi pesanti. Ma anche di sorrisi che mi vengono a trovare spesso, di una serenità che non ha grandi appigli ma che ha deciso di non arrendersi. E in questa ripresa, la geografia ha un suo posto, perché indica spostamenti e richiami a culture diverse…

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Benvenuta Ipazia!

agosto 29

Lo sapevo che non avrei resistito a lungo senza un gatto a far danni per casa. Così venerdì scorso, con Andrea, siamo andati a prendere una micro micina di un mese e mezzo. Femmina, come desiderava lui. E nera, tutta nera, senza nemmeno un pelo bianco. L’abbiamo chiamata Ipazia e ci sembra che il nome le si adatti a meraviglia. Vispissima e coccolona, sta già riempiendo le mie giornate, anche perché abbiamo instaurato un rapporto simile a quello dell’ochetta con Lorenz.

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La madeleine della madeleine

agosto 4

Se c’è un episodio letterario universalmente noto, forse è proprio quello della madeleine nella Ricerca di Proust. Si tratta della prima apparizione del fenomeno della “memoria involontaria” che rivestirà poi un ruolo tanto fondamentale nell’opera. Il sapore del dolcetto intinto nel tè in un pomeriggio invernale ha il potere di riportare in vita l’infanzia del narratore a Combray. Momenti del genere costellano la nostra vita, ma Proust ha avuto l’indubbio merito di dar loro una forma letteraria, una dignità profonda.

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L’eredità delle parole

luglio 27

Semola, il gatto di Sergio, si riposa un minuto di fronte alla finestra della cucina. Lo ospito da dieci giorni, mentre Andrea è al mare col papà. È un gatto rosso di nemmeno un anno, un simpaticissimo terremoto che mette a soqquadro casa ogni notte. E di giorno tenta di venirmi a mangiare dal piatto, allungando in un lampo la zampa e portandosela alla bocca come fosse un cucchiaio.

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Cortocircuiti

luglio 23

Il tempo ha una trama complicata. Non solo nell’immagine che ne dà la scienza, anche nella percezione individuale e quotidiana. Una quarta dimensione dell’esistenza assai meno lineare delle tre dimensioni spaziali, quasi un fazzoletto appallottolato che si ripiega su se stesso in maniera caotica, sovrapponendo passato e futuro in quell’unico punto che ci è dato vivere: il presente.

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Mal comune?

luglio 12

Anche quest’anno ho partecipato a Torino alla scuola estiva SCS 2011 organizzata da Agorà Scienza. Bellissima esperienza, come d’altro canto lo era stata l’anno scorso, con una maggior concentrazione sui temi della scuola, buoni relatori, un bel gruppo di dottorati e dottorandi con cui condividere la discussione su argomenti cruciali quali le implicazioni etiche degli sviluppi più recenti della scienza.

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Un conto della serva

giugno 24

Da qualche tempo, l’agenzia per la quale lavoro è diventata tristemente famosa: le precarie insultate da Brunetta come “la parte peggiore d’Italia” sono mie colleghe. Lavorano nello stesso posto dove lavoro io, sono presenti quanto lo sono io, sono impegnate da anni come me. Solo che io ho un contratto a tempo indeterminato e loro no. Ora, com’era prevedibile, qualche imbecille ha avviato una caccia a trovare gli scheletri nell’armadio dei precari, per poter sostenere che dietro la loro battaglia si nasconde la volontà di difendere chissà quale privilegio. In particolare, gli strali si sono rivolti verso Maurizia Russo Spena, il cui cognome è – a detta di questi soggetti – eloquente di per sé.

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