gennaio
12
Chi la possiede, davvero, la verità? Chi può farsi baluardo della verità o anche solo di “una” verità? Può la mia verità coincidere con quella di un altro? Domande che evitiamo di porci esplicitamente ma che ci guidano nel nostro quotidiano. E’ più “vera” la verità della maestra o quella di Andrea? La mia visione di una lite o quella del mio antagonista? Come fare pace con l’idea che, magari, sono entrambe verità? E non si corre il rischio di cadere in uno sterile e troppo comodo relativismo?
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gennaio
3
Come ormai da tradizione, dedico il primo post dell’anno ai libri che mi hanno fatto compagnia nei passati 365 giorni. Un piccolo esercizio annuale che mi ritrae come una fotografia: interessi, inclinazioni, innamoramenti e delusioni. Libri che mi hanno accompagnato in un periodo difficilissimo e che, in qualche modo, ne recano traccia. Pagine come zattere, spesso, per tenersi a galla. Ma anche porte per la speranza che, comunque, non mi abbandona e che ha rasserenato il cielo degli ultimi mesi.
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dicembre
8
Come ogni anno, ho aspettato l’8 dicembre per fare l’albero di Natale, approfittando della “scusa” di doverlo fare per Andrea. In realtà è una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo; un’occasione per fare qualcosa con le nostre mani e per inventare, ancora una volta, un nuovo modo di guardare al Natale.
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novembre
21
Aria lattiginosa e gelida, dita umide che si insinuano in ogni fessura dei vestiti, edifici che sfumano nel cielo come disegni a pastello su cui si passa un dito. Venezia in autunno, avvolta in questo bianco silenzioso e disertata dai turisti, è un regalo insperato e prezioso per un fine settimana di solitudine accogliente. Parentesi candida entro giornate frenetiche come girandole; passi che rincorrono passi in ore senza tempo.
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novembre
13
Non ci ho creduto finché non è arrivato il comunicato ufficiale: Berlusconi ha rassegnato le dimissioni. Non ci ho creduto nonostante i visi delle migliaia di persone in piazza, in attesa della fine di questo nuovo ventennio. Non ci ho creduto neanche guardando la sua faccia sfatta, il cerone insufficiente a nascondere la tragedia di un uomo di spettacolo che finisce pubblicamente nel fango. Non ci ho creduto anche se la UE e le agenzie di rating hanno fatto pesantemente irruzione nella nostra politica, scompaginando le carte in tavola. E invece è successo: ha dato le dimissioni, una stagione si è chiusa anche se, probabilmente, la pagheremo ancora a lungo.
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novembre
5
Le immagini di Genova sconvolta dall’alluvione mi fanno davvero male. La città che più amo, quella nella quale sogno di andare a vivere, trasfigurata da una furia naturale e, per questo, tanto più annichilente. Mancano le parole, manca anche la voglia di dare la colpa a qualcuno: inutili, mi pare, le polemiche verso il comune che, quanto meno, aveva diramato un allerta preciso (rispetto al quale qualcuno aveva pure polemizzato, dicendo che l’alluvione c’era già stata). Ce ne sono senz’altro di responsabilità, ma c’è anche il tocco dell’imponderabile, dell’impossibile da prevedere.
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ottobre
6
Non sarò la prima né l’ultima a sentirsi triste, oggi, di fronte alla notizia della morte di Steve Jobs. Si è già scritto e detto di tutto, d’altro canto il suo cancro al pancreas aveva fatto sì che le redazioni fossero belle e pronte con polposi coccodrilli. Gli utenti mac hanno fatto il resto, inondando la rete di messaggi, ricordi, discussioni. Perciò questo post non serve a niente, se non a dire che mai avrei pensato di provare dispiacere per la morte di un imprenditore miliardario.
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settembre
24
La vera notizia sull’ipotesi che i neutrini viaggino più veloce della luce, è che – a quanto pare – lo fanno a piedi. Già, perché assai più della conferenza web del Cern, l’informazione più ghiotta proviene dalla nostra minestra dell’Istruzione. La quale, presa dall’entusiasmo, ha lasciato trapelare che lo straordinario risultato deve moltissimo ai 45 milioni di euro investiti dal nostro paese per costruire un tunnel tra il centro ginevrino e i laboratori del Gran Sasso.
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settembre
22
Non si può più rimandare: l’anno lavorativo e scolastico è cominciato, con tutto il suo ingorgo di impegni, di spostamenti, di movimenti frenetici. Di tempo che scivola dalle mani come un’anguilla, di stanchezza che si accumula sugli occhi alla sera, tira giù le palpebre come tendaggi pesanti. Ma anche di sorrisi che mi vengono a trovare spesso, di una serenità che non ha grandi appigli ma che ha deciso di non arrendersi. E in questa ripresa, la geografia ha un suo posto, perché indica spostamenti e richiami a culture diverse…
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agosto
29
Lo sapevo che non avrei resistito a lungo senza un gatto a far danni per casa. Così venerdì scorso, con Andrea, siamo andati a prendere una micro micina di un mese e mezzo. Femmina, come desiderava lui. E nera, tutta nera, senza nemmeno un pelo bianco. L’abbiamo chiamata Ipazia e ci sembra che il nome le si adatti a meraviglia. Vispissima e coccolona, sta già riempiendo le mie giornate, anche perché abbiamo instaurato un rapporto simile a quello dell’ochetta con Lorenz.
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