.: FRC :. Francesca Romana Capone

Primavera

aprile 5

Un formicolio di idee in un corpo sonnolento. Un’esplosione di odori – su tutti, le zagare dell’albero di aranci nel cortile della scuola di Andrea. Una voglia di colori accesi, che feriscano quasi gli occhi. Una finestra aperta sull’aria troppo carica di calore e quasi pesante di cose che sbocciano e si aprono in attesa di fecondazione.

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Era mio padre

febbraio 28

C’è un vaso di rami di pesco fioriti nella stanza. Lui è vestito al suo solito modo: un paio di jeans da pochi euro, una camicia, un golf blu con una spilletta di Emergency. Ha il volto disteso e sembra sorridere. L’espressione è tornata quella sua, lontana dalla smorfia disperata degli ultimi due giorni, dalla fame d’aria che gli deformava i lineamenti. E’ bello mio padre, anche così. Anche dopo quasi un anno di lotta contro un tumore che alla fine se lo è portato via. Read the rest of this entry »

Certe cose preziose

febbraio 10

Il riccio che ho sottratto dai denti del cane questa estate: un nodo di paura irto di spine che, piano piano, si è aperto a mostrare un piccolo naso nero, zampette di topo, occhi aguzzi. Gli aculei si sono fatti più plastici, assecondando le pieghe della mano. Le zampe hanno cercato appoggio sul mio grembo per poi lanciarsi all’esplorazione della cucina. Ha ritrovato, poi, le mie mani che, nella notte, lo hanno lasciato andare più in là, al sicuro – almeno per un po’ – dai denti del cane. Avrei voluto tenerlo con me, quel riccio. Quel grumo di tenerezza ricoperto fitto fitto di spine. Invece il nostro incontro è durato un’ora, e poi è rimasto un ricordo prezioso.

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I gemelli di Mengele

gennaio 27

Oggi, giornata della memoria, scelgo di ricordare una delle pagine più atroci dello sterminio: gli esperimenti medici condotti sui gemelli ad Auschwitz. Nel leggere del destino di questi bambini, che avevano l’età di mio figlio, non c’è via di uscita, scappatoia, nascondiglio morale. I responsabili di questi orrori non erano soldatacci incolti ma medici e scienziati, a ricordarci che la cancrena dell’odio non fa distinzioni di classe e cultura. Nessuna pietà, nessun perdono è possibile. Il ricordo, invece, è un dovere.

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Suggestioni di un fine settimana

gennaio 23

Su tutto il freddo. Tornato a mordere, che sia punte di pioggia gelida o vento sferzante che taglia le labbra. E poi il movimento. Lunghi tragitti in macchina – ma da passeggero – , camminate, un breve tratto in tram. Sapori buoni, di cibi preparati con cura, di barbera a scaldare la gola. Chiacchiere con amici e un buio di cinema, nasi rossi chini sui libri e caffè al bar.

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Degno epilogo

dicembre 31

31/12. Me lo dicono le cifre rosse contro il grigio del cielo di un pannello sulla Salaria, all’ingresso di Roma. Ultimo giorno di un anno da dimenticare. Che finisce, coerentemente a come è iniziato, malissimo. M’ero messa in viaggio ieri mattina con Andrea. Destinazione Umbria, casa dei miei. Cena con una decina di amici, tranquilla. Cose buone da mangiare, due chiacchiere e a letto. Ma si vede che non era cosa.

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Tutto merito di Sciltian

novembre 4

Da un paio di settimane è uscito in libreria l’ultimo libro di Sciltian Gastaldi, Tutta colpa di Miguel Bosé, per la Fazi editore. Un’immersione dolce-amara nella storia del costume del nostro paese e il romanzo di formazione di un ragazzo “metrosessuale”.

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Una piccola città nascosta

settembre 28

E all’improvviso un ciuffo di foglie spunta da sopra un muro, a raccontare di un giardino segreto. Per il resto, la città se ne sta chiusa dietro le sue facciate lisce. Anche di balconi quasi non se ne vedono, come se già l’aggettare verso la via fosse un’apertura troppo audace. Da un portone accostato sbircio un cortile e delle piante, che mi fanno pensare ai limoni di Montale. Piove, il cielo è indeciso: ammassi di nuvole nere e, poco più in là, squarci celesti. Rari anche i portici, che già sono un abbraccio dell’edificio al passante, specie se è bagnato, e fa freddino.

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I libri di Andrea

settembre 11

I bambini tendono ad emulare gli adulti. Gli adulti più vicini che hanno sono i genitori. Ecco quindi i tifosi in miniatura, le bimbe con collezioni di scarpe, le finte conversazioni al telefono, le passioni non troppo spontanee per le auto, e così via. Andrea non fa eccezione. E dato che mi vede perennemente impegnata con i libri – a leggerne o a scriverne – questa estate ha iniziato a produrne anche lui.

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La mangianza

agosto 15

Per prima cosa corre alla finestra. Guarda corrucciato le nuvole finché non individua una striscia di sereno laggiù, dove c’è il mare. Allora sorride, Andrea, eccitato e felice, perché l’avventura sta per cominciare. Andiamo in barca, a pesca. La prima volta per lui: gioia e timore si mischiano nella sua irrequietezza.

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