.: FRC :. Francesca Romana Capone

Madeleine

gennaio 24

E poi ho visto i tuoi libri di cucina. Allineati in bell’ordine sulla mensola, i dorsi colorati con tinte che, da sole, invitano all’assaggio. Chissà perché proprio i tuoi libri di cucina, tra tutte le immagini che avrebbero potuto sostenere un ricordo. E il senso di familiarità, di intimità della casa. No, non della casa; di me in quella casa.

Read the rest of this entry »

Per carità!

gennaio 7

Il 3 gennaio, di domenica ovviamente, Andrea ha pensato bene di sbattere contro lo spigolo della mia scrivania. Capita spesso, gli metto un po’ d’acqua fredda sulla testa. Ma mentre compio questa operazione mi accorgo che sta uscendo un po’ di sangue. Niente di che, ha un taglietto di un centimetro. Disinfetto e premo con una garza senza immaginare come sarebbe andato il resto della serata.

Read the rest of this entry »

Busie

gennaio 2

Squilla il cellulare, il numero sul display non mi dice nulla, rispondo. Dall’altra parte una voce di donna mi chiama per nome. Sì, sono io, Francesca ma… chi parla? Sono Busie, dice lei. Un attimo, poi ricordo. E sorrido.

Read the rest of this entry »

Caciotte e ricotte

dicembre 29

Ieri ho passato una serata bellissima. A casa, con Sciltian, un piatto di pastasciutta e un paio di buone bottiglie di rosso. Una serata semplice, di quelle che ti danno il senso dell’amicizia di una vita. Non c’è quasi bisogno di parlare. Conosciamo l’uno dell’altro espressioni e sfumature. Conosciamo ciò che ci unisce e tutto ciò che è reciprocamente incomprensibile.

Read the rest of this entry »

Istruzioni per fare un fratellino

dicembre 15

Andrea, come probabilmente tutti i figli di genitori separati, ha sviluppato le sue strategie. Lo so, questo. Tuttavia non smette di stupirmi la logica dei suoi ragionamenti, elaborati sulla base di quanto io e il padre gli abbiamo spiegato. Qui siamo alle prese con la “voglia di fratellino” ed è una storia a puntate…

Read the rest of this entry »

Addii estivi

agosto 26

È stata un’estate crudele.

In una manciata di giorni si è portata via due persone a me care. E di altre morti silenziose ho avuto notizia da amici e conoscenti. Subdola, questa stagione non troppo calda né troppo arrabbiata, ha asciugato la vita di donne e uomini che ancora pochi mesi fa parlavano e ridevano, o magari fissavano il vuoto dal quale sono stati inghiottiti.

Read the rest of this entry »

Una lettera non spedita

agosto 12

Amore,

ho gli occhi pieni di immagini, la mente piena di parole, le mani piene di lettere da non spedire. Lettere che racconterebbero di questa terra che sempre più mi inghiotte e mi fa sua.

Read the rest of this entry »

Frammenti di un diario (2 luglio – 1 agosto 2007)

agosto 1

2 luglio, ore 21.15

Mi sembra di essere tornata indietro di dieci anni. Una casa collettiva, e per questo di nessuno. Una camera non mia della quale mi sono appropriata. Suoni e odori che non mi appartengono, ai quali presto si mischieranno i miei (…) Mi manca Andrea. La sua voce squillante al telefono me lo restituisce gioioso e irruento, faticoso e tenero com’è nei suoi tre anni. Però sono felice di questo spazio e di questo tempo miei (…) Io sto bene. Ho un’emozione positiva dentro anche se uscire stamattina con la valigia è stato forte (…) Una lama di sofferenza e insieme una sferzata di gioia positiva per il nuovo che mi spalanca le braccia (…) Da allora me la sento dentro questa bellezza. Ed è forza e allegria, anche un po’ incoscienza (…) Comunque sono in pace, ed è tanto che non mi sento così.

Read the rest of this entry »

La ballata dell’ergastolano

giugno 5

I meccanismi dell’informazione sono a volte imperscrutabili. Lo dice una che ci ha anche lavorato dentro, abituata a non stupirsi più. Il 31 maggio scorso leggo su Repubblica di un accorato e provocatorio appello lanciato al capo dello Stato, Napolitano, da 310 ergastolani, affinché trasformi la loro in pena capitale. “Abbiamo deciso di morire una volta sola – si legge – le chiediamo che la nostra pena dell’ergastolo sia tramutata in pena di morte”.

Read the rest of this entry »

Una serata di ordinaria follia metropolitana

maggio 3

Ieri sera prendo appuntamento con una amica per andare al cinema. Lusso che mi concedo poco, ultimamente. Ci vediamo verso le otto e, mentre lei prende i biglietti, io vado a cercare parcheggio. Siamo a Testaccio: molta animazione, molti locali, pochi parcheggi. Arrivo a un incrocio: una scintillante Mini nera (che peraltro veniva da sinistra) rallenta. Io passo ma, mentre attraverso, la persona al volante si attacca al clacson. Continuo per la mia via alzando una mano come a dire “Eh, che sarà mai”. Giro ancora un paio di strade e finalmente trovo un parcheggio. Mi fermo, spengo l’auto, apro la portiera.

Read the rest of this entry »

« Older EntriesNewer Entries »