dicembre
29
Ieri ho passato una serata bellissima. A casa, con Sciltian, un piatto di pastasciutta e un paio di buone bottiglie di rosso. Una serata semplice, di quelle che ti danno il senso dell’amicizia di una vita. Non c’è quasi bisogno di parlare. Conosciamo l’uno dell’altro espressioni e sfumature. Conosciamo ciò che ci unisce e tutto ciò che è reciprocamente incomprensibile.
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marzo
28
Oggi è il compleanno del mio libro.
Esattamente un anno fa, verso le sette di sera, di ritorno da un viaggio a Vicenza, mi precipitavo in libreria per vedere se era vero. La pila dei volumi odorosi di carta nuova era lì. Ho provato un’emozione grande che ha similitudini solo con la nascita di mio figlio.
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dicembre
27
L’Umbria in questi giorni di dicembre è cielo terso e aria pungente. È un caminetto acceso la sera di Natale davanti agli occhi entusiasti di Andrea che scarta i pacchetti. È la quiete di uno studiolo piccolo piccolo dove mi immergo nel lavoro sul romanzo. Sono parenti e amici che entrano ed escono dalla grande casa, cani e gatti che si strusciano contro le caviglie. È l’odore di buono che si allarga dalla cucina in tutta casa, grazie alle arti culinarie di mio padre. Sono le composizioni natalizie di mia madre, i fiori in giardino e i giovani ulivi.
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novembre
6
Sempre caro mi fu quest’ermo colle, / E questa siepe, che da tanta parte / Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
No, nessun commento, nessuna analisi testuale né critica letteraria. Solo una riflessione di questi giorni che mi ha riportato ai versi leopardiani. A quella siepe, soprattutto, che limitando la vista libera l’immaginazione.
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agosto
28
Raramente mi fermo a pensare al significato che ha per me la scrittura. Non quello che scrivo, ma proprio l’attività dello scrivere. Spesso non ne ho il tempo – o scrivo o ci rifletto. Di rado, magari durante le presentazioni, sono chiamata a farlo. Ma si tratta di riflessioni ‘a freddo’, slegate dal loro proprio oggetto.
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agosto
22
Il silenzio è una coltre pesante.
Pesante ma piacevole per chi, come me, l’ha sollevata da anni. Con un gatto, un marito e un bambino piccolo a far vibrare ognuno con i suoi suoni le pareti domestiche. Il ronfare tranquillo di Otto e i suoi miagolii acuti di fame. La musica di cui Sergio non può fare a meno – ascoltata dallo stereo o pizzicata sulle corde della sua chitarra. La vocina squillante di Andrea, le sue canzoni e risate, i suoi capricci. È la mia colonna sonora quotidiana, involontaria e necessaria insieme.
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luglio
3
Di Genova mi porterò dentro gli amici.
Giorgio, che attraversa le strade e ogni viso è un saluto e una storia che si apre come una porta. Andrea, con la sua cortesia antica, che da trent’anni vive con i libri e mi circonda di calore, facendomi sentire che al ritorno sarò la benvenuta. Manuela, nella sua nuvola rossa di capelli, che guarda la città dal mare cullata dalla barca col più bel nome che si possa immaginare: Etica. Marina, con la sua vitalità esuberante e la sua passione per le parole. Stefania, con il suo sogno realizzato nella piccola libreria tra i vicoli. Maurizio, con la sua voce calda e fremente mentre legge pagine di Patrizia. Fanny e le sue parole emozionate ed emozionanti dall’altro capo del telefono.
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aprile
27
Qual è la distanza giusta per guardare un oggetto? Quella per cui ci appare completo – perdendone però tutta la complessità della struttura. O quella ravvicinata che ci svela il dettaglio nascosto, a rischio di perdere l’insieme?
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aprile
20
C’è una foto di mia sorella al mare. È immersa nell’acqua fino alle clavicole, emergono solo il viso, il collo e le spalle nude. È di profilo e i suoi lineamenti marcati si stagliano quasi contro sole.
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