marzo
12
In matematica il termine simmetria ha un significato preciso, diverso da quello del linguaggio comune. Una simmetria è un’operazione che muove o trasforma un oggetto lasciandone invariata la forma. Un concetto che tiene insieme due aspetti apparentemente contraddittori: il mutamento e la stabilità. Se, per esempio, prendo un foglio di carta quadrato, posso compiere numerose operazioni senza che la forma ottenuta al termine di ognuna delle mie azioni sia distinguibile dal quadrato iniziale: posso ruotare il foglio più volte facendo coincidere il primo angolo con gli altri tre, posso ribaltarlo, posso rifletterlo e così via.
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febbraio
28
C’è un vaso di rami di pesco fioriti nella stanza. Lui è vestito al suo solito modo: un paio di jeans da pochi euro, una camicia, un golf blu con una spilletta di Emergency. Ha il volto disteso e sembra sorridere. L’espressione è tornata quella sua, lontana dalla smorfia disperata degli ultimi due giorni, dalla fame d’aria che gli deformava i lineamenti. E’ bello mio padre, anche così. Anche dopo quasi un anno di lotta contro un tumore che alla fine se lo è portato via. Read the rest of this entry »
febbraio
26
Il gorgoglio regolare dell’ossigeno nella boccia d’acqua. Il lento rintocco della goccia che scende dalla flebo. Il fruscio delle lenzuola smosse, sollevate, ritirate su. Il soffio minimo del liquido che defluisce dalla siringa. Il suono sordo della lancia di plastica che buca il tappo gommoso del flacone. Il crepitio sottile del cerotto che si stacca dalla pelle.
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febbraio
13
C’ero anche io. Insieme a più di un milione di persone sono scesa in piazza per dire basta, per rivendicare una dignità che è sempre più calpestata, per ridare senso alle parole – come qualcuno ha detto – per riconoscermi nei volti giovani e anziani, di uomini e donne che non ne possono più. Senza simboli, senza bandiere. Eppure quella di oggi è stata, senza alcun dubbio, una mobilitazione politica.
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febbraio
10
Il riccio che ho sottratto dai denti del cane questa estate: un nodo di paura irto di spine che, piano piano, si è aperto a mostrare un piccolo naso nero, zampette di topo, occhi aguzzi. Gli aculei si sono fatti più plastici, assecondando le pieghe della mano. Le zampe hanno cercato appoggio sul mio grembo per poi lanciarsi all’esplorazione della cucina. Ha ritrovato, poi, le mie mani che, nella notte, lo hanno lasciato andare più in là, al sicuro – almeno per un po’ – dai denti del cane. Avrei voluto tenerlo con me, quel riccio. Quel grumo di tenerezza ricoperto fitto fitto di spine. Invece il nostro incontro è durato un’ora, e poi è rimasto un ricordo prezioso.
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febbraio
7
L’altra notte ho fatto uno dei miei sogni ricorrenti: cammino per strada, sto andando da qualche parte con una certa fretta, quando mi rendo conto di non avere le scarpe. Cambiano le città, le strade, gli impegni che mi chiamano con urgenza; comune resta solo il particolare apparentemente minore dei piedi scalzi.
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gennaio
23
Su tutto il freddo. Tornato a mordere, che sia punte di pioggia gelida o vento sferzante che taglia le labbra. E poi il movimento. Lunghi tragitti in macchina – ma da passeggero – , camminate, un breve tratto in tram. Sapori buoni, di cibi preparati con cura, di barbera a scaldare la gola. Chiacchiere con amici e un buio di cinema, nasi rossi chini sui libri e caffè al bar.
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gennaio
18
Ogni tanto bisognerebbe farlo. Leggere articoli dai quotidiani che, normalmente, non si userebbero nemmeno al posto della carta igienica. Così, giusto per capire cosa si pubblica nella telvisionocrazia della repubblica delle banane, con quali mezzi e termini si tenta di arginare l’ennesima ondata di… fango che lambisce Berlusconi in questi giorni. Così, su suggerimento di un’amica, ho letto oggi il pregevole fondo di Sgarbi sul Giornale.
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gennaio
13
La strada imboccata dalla Fiat attraverso gli accordi separati segna, a mio avviso, l’inizio della fine delle relazioni sindacali nel nostro paese. Se i lavoratori cederanno all’ultimo (in ordine di tempo) ricatto dell’azienda votando sì al referendum a Mirafiori, molte altre realtà industriali avranno mano libera nel proporre e imporre accordi che rappresentano un passo indietro secolare rispetto ai diritti conquistati. Ma ciò che mi fa imbestialire è che tale atteggiamento sia avallato da due delle principali organizzazioni sindacali, pronte a firmare qualunque pezzo di carta straccia pur di ridurre all’angolo la Cgil, e soprattutto la Fiom, ultimo brandello di sindacato vero in Italia.
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dicembre
14
C’è un libro straordinario al quale mi capita di pensare spesso in questi giorni. È Rondini sul filo di Michele Mari, racconto paranoico e parossistico di una gelosia retroattiva, verso il passato della donna amata, e per questo irredimibile. Il passato è lì, il nostro e quello altrui, e non si può cambiare. O meglio, sì. Lo si può nascondere sotto il tappeto operando una rimozione. O lo si può arricchire e manipolare con l’immaginazione affinché sia più digeribile.
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