maggio
8
Poco più di un anno fa, quando mio padre se ne è andato, mi hai scritto che, con le mie parole, l’avrei sicuramente reso felice perché “una volta arrivato da qualche parte, si è subito trovato qualcosa da leggere”. Allora ecco, adesso che anche tu sei partito per raggiungerlo “da qualche parte”, ho pensato di regalarti un sorriso, dopo tanta brutale sofferenza. Voglio pensarti con un bicchiere di buon vino, la sigaretta a consumarsi tra le dita, e una pagina davanti. Tu e la tua implacabile penna, prolungamento tagliente di una mente affilata e sottile, capace di sezionare come un bisturi ogni testo, per estrarne il frutto profondo e più vero.
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febbraio
27
Caro Babi,
stamattina la tramontana faceva vorticare in uno sciame crepitante le foglie secche nei cortili di Tor Vergata. Tre ciclamini impertinenti scoppiavano di bianco e rosa nella ciotola proprio di fronte all’auletta. Il cielo azzurro provava a far sembrare bello anche il grigiume degli edifici universitari. Un anno fa, invece, il tempo era coperto. O almeno così mi pare di ricordare, ma senza alcuna certezza. Di quella giornata molte cose si confondono, così come delle precedenti.
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gennaio
12
Chi la possiede, davvero, la verità? Chi può farsi baluardo della verità o anche solo di “una” verità? Può la mia verità coincidere con quella di un altro? Domande che evitiamo di porci esplicitamente ma che ci guidano nel nostro quotidiano. E’ più “vera” la verità della maestra o quella di Andrea? La mia visione di una lite o quella del mio antagonista? Come fare pace con l’idea che, magari, sono entrambe verità? E non si corre il rischio di cadere in uno sterile e troppo comodo relativismo?
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novembre
21
Aria lattiginosa e gelida, dita umide che si insinuano in ogni fessura dei vestiti, edifici che sfumano nel cielo come disegni a pastello su cui si passa un dito. Venezia in autunno, avvolta in questo bianco silenzioso e disertata dai turisti, è un regalo insperato e prezioso per un fine settimana di solitudine accogliente. Parentesi candida entro giornate frenetiche come girandole; passi che rincorrono passi in ore senza tempo.
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novembre
13
Non ci ho creduto finché non è arrivato il comunicato ufficiale: Berlusconi ha rassegnato le dimissioni. Non ci ho creduto nonostante i visi delle migliaia di persone in piazza, in attesa della fine di questo nuovo ventennio. Non ci ho creduto neanche guardando la sua faccia sfatta, il cerone insufficiente a nascondere la tragedia di un uomo di spettacolo che finisce pubblicamente nel fango. Non ci ho creduto anche se la UE e le agenzie di rating hanno fatto pesantemente irruzione nella nostra politica, scompaginando le carte in tavola. E invece è successo: ha dato le dimissioni, una stagione si è chiusa anche se, probabilmente, la pagheremo ancora a lungo.
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luglio
27
Semola, il gatto di Sergio, si riposa un minuto di fronte alla finestra della cucina. Lo ospito da dieci giorni, mentre Andrea è al mare col papà. È un gatto rosso di nemmeno un anno, un simpaticissimo terremoto che mette a soqquadro casa ogni notte. E di giorno tenta di venirmi a mangiare dal piatto, allungando in un lampo la zampa e portandosela alla bocca come fosse un cucchiaio.
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giugno
21
Come un respiro che si fa più lento, cadenzato dal sonno. Come un gelato che si scioglie e non resta che una chiazza zuccherosa. Come un saluto che è inghiottito dal risucchio del treno. Come una vecchia che gioca con parole delle quali ha perduto il senso. Come un vento che cade in una temibile bonaccia.
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giugno
13
Domenica, ore 8.10, scuola Cesana, Via Parboni, Roma. Le strade qui fuori sono gremite dalla folla domenicale di Porta Portese. Dietro una barriera di metallo che congiunge l’ingresso della scuola a Viale Trastevere, un viavai di uomini e donne che si guardano e si sorridono timidamente. Io aspetto il mio turno: tre persone stanno votando e altre due sono in fila davanti a me. Il seggio è aperto da 10 minuti.
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maggio
2
Un mondo visto di sghembo, a cavallo di uno spigolo vivo che separa verosimile e finzione nello spazio già fittizio del quadro. La pittura di Savinio è un gioco di specchi che riverbera mito collettivo, memoria individuale e fantasia. In questi giorni, Milano ospita una bellissima mostra che ripercorre, della vita proteiforme di questo sommo dilettante, il ruolo dell’arte visiva nella sua poetica.
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aprile
27
Mi mancano i miei amici. Mi manca vederli, frequentarli, mangiare e bere insieme, darsi manate sulle spalle e abbracci, litigarci. Mi manca l’intimità di un silenzio da condividere, sapendo che ogni sfumatura di quel niente è compresa allo stesso modo. Mi manca un campanello che suona estemporaneo, una serata arrangiata all’ultimo secondo, una vacanza decisa e mai fatta.
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