luglio
30
Come diceva Totò “Signori si nasce, e io lo nacqui, modestamente”. E lo ‘nacquero’ anche molti dei nostri politici di centro (?) destra, come stanno ampiamente dimostrando in occasione delle purghe nel PDL. Non ho intenzione di entrare nel merito del dibattito politico: non è questa la sede e non sono io la persona che può farlo. Voglio solo riportare due espressioni degli uomini che ci governano.
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luglio
20
Mi piace ascoltare le storie. Spesso me le raccontano i libri, a volte le persone, ogni tanto un oggetto o un’immagine. Sono incontri casuali che si infilano prepotenti nella mia vita: mi raccontano e raccontano di me. In questi giorni ho trovato due foto. Le ha scattate Francesco Scirè, certamente pensando ad altro. Io ci ho letto l’immagine autentica della mia estate. Read the rest of this entry »
giugno
27
Le belle giornate rischiano di perdersi nel mare di quelle che non riservano sorprese o di quelle tristi e disperate. Eppure sono preziose, costruite da gesti e di niente, arricchite da cieli disordinati, profumate di terra e pioggia recente. Ieri ho passato una bella giornata, e me lo voglio ricordare.
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marzo
5
Ha le rughe di un vecchio. Di uno di quei vecchi belli ed espressivi: ogni ruga un’esperienza, una strada scavata dalla vita nel molle della carne. Sono pieghe che nascondono segreti, giorni passati o solo immaginati, raccolti qui, in queste vene scure d’ombra e placate. Non ha bisogno di parlare. Le sue parole sono i nodi e i gorghi che accidentano la superficie.
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febbraio
12
Sì, lo so, ne avranno scritto tutti. E saranno state pubblicate immagini di impareggiabile bellezza e suggestione. Io, di questa giornata, mi ricorderò gli occhi spalancati di Andrea e la sua fibrillazione. E il sorriso bambinesco che mi ha fatto compagnia per tutto il tempo della nevicata.
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febbraio
10
Tua mamma ride con gli occhi. Di questo ti accorgerai subito. Quando, ancora legato saldamente al suo corpo, ti poggeranno sul suo seno. E le regalerai, così, una delle emozioni più grandi della sua vita. Non è lo stesso sai, Alessio, sentire tuo figlio nella pancia, quasi parte di te, e poi vederlo lì, sporco e miagolante, congestionato e affaticato dal primo incontro con la vita.
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febbraio
4
Da giorni e notti – molte – di lavoro intenso, bello, proficuo. Da un pomeriggio di emozione e parole. Da molti sguardi caldi e curiosi, da tanti sorrisi. Riemergo stanchissima, ma piena di cose belle, e di idee. Per dirmi che sì, valeva la pena anche tutta questa fatica.
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gennaio
24
E poi ho visto i tuoi libri di cucina. Allineati in bell’ordine sulla mensola, i dorsi colorati con tinte che, da sole, invitano all’assaggio. Chissà perché proprio i tuoi libri di cucina, tra tutte le immagini che avrebbero potuto sostenere un ricordo. E il senso di familiarità, di intimità della casa. No, non della casa; di me in quella casa.
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gennaio
14
Il sonno non è una cosa che io conosca molto. Dormo poco, mi sveglio presto, non mi appisolo nei pomeriggi pigri. Dormire, da sempre, è per me una perdita di tempo: nelle giornate sempre più compresse dagli impegni, l’erosione di questi “tempi morti” è un’ancora di salvezza.
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gennaio
8
…verso i leghisti. Sì, davvero troppa. E verso quelli che li votano, quei gioiellieri o tabaccai che sparano ai ladruncoli, quei frustrati che fanno le ronde, quegli incivili che nemmeno sanno parlare italiano. Troppa tolleranza davvero in questo paese. Per un ministro degli Interni che, mentre è in atto la rivolta, soffia sul fuoco. Il risultato? Due immigrati gambizzati.
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