.: FRC :. Francesca Romana Capone

A piedi nudi

febbraio 7

L’altra notte ho fatto uno dei miei sogni ricorrenti: cammino per strada, sto andando da qualche parte con una certa fretta, quando mi rendo conto di non avere le scarpe. Cambiano le città, le strade, gli impegni che mi chiamano con urgenza; comune resta solo il particolare apparentemente minore dei piedi scalzi.

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Vette e abissi

febbraio 2

Com’è possibile che i secoli che hanno visto le più grandi rivoluzioni scientifiche siano anche quelli dei grandi orrori della storia? Domanda forse banale, ma che mi assilla in questi giorni innescata dalla lettura di due libri. Col primo, La Chimera di Sebastiano Vassalli, siamo nel primo decennio del Seicento. Nel secondo, Vita e destino di Vasilij Grossman, attraversiamo gli anni Quaranta del secolo scorso. Tempi di Keplero e Galileo, ma anche dell’Inquisizione; anni di Einstein e della teoria dei quanti ma pure del nazismo.

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Suggestioni di un fine settimana

gennaio 23

Su tutto il freddo. Tornato a mordere, che sia punte di pioggia gelida o vento sferzante che taglia le labbra. E poi il movimento. Lunghi tragitti in macchina – ma da passeggero – , camminate, un breve tratto in tram. Sapori buoni, di cibi preparati con cura, di barbera a scaldare la gola. Chiacchiere con amici e un buio di cinema, nasi rossi chini sui libri e caffè al bar.

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Le relazioni pericolose

gennaio 13

La strada imboccata dalla Fiat attraverso gli accordi separati segna, a mio avviso, l’inizio della fine delle relazioni sindacali nel nostro paese. Se i lavoratori cederanno all’ultimo (in ordine di tempo) ricatto dell’azienda votando sì al referendum a Mirafiori, molte altre realtà industriali avranno mano libera nel proporre e imporre accordi che rappresentano un passo indietro secolare rispetto ai diritti conquistati. Ma ciò che mi fa imbestialire è che tale atteggiamento sia avallato da due delle principali organizzazioni sindacali, pronte a firmare qualunque pezzo di carta straccia pur di ridurre all’angolo la Cgil, e soprattutto la Fiom, ultimo brandello di sindacato vero in Italia.

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L’interruttore

dicembre 27

Sono alle prese con un libro durissimo, come un corpo a corpo col mio peggiore fantasma. L’ho guardato da lontano, l’ho schivato, l’ho sfogliato e messo da parte. Alla fine l’ho preso in mano e affrontato. Tutti i bambini tranne uno, di Philippe Forest. Testo che racconta l’irraccontabile, la morte di un figlia bambina.

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Se la memoria brucia

dicembre 14

C’è un libro straordinario al quale mi capita di pensare spesso in questi giorni. È Rondini sul filo di Michele Mari, racconto paranoico e parossistico di una gelosia retroattiva, verso il passato della donna amata, e per questo irredimibile. Il passato è lì, il nostro e quello altrui, e non si può cambiare. O meglio, sì. Lo si può nascondere sotto il tappeto operando una rimozione. O lo si può arricchire e manipolare con l’immaginazione affinché sia più digeribile.

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Ma la frittata è fatta

novembre 29

Come credo tutti i cittadini del mondo che posseggono un accesso a internet, da ieri sera navigo tra i dispacci diplomatici americani. Saltando da Wikileaks ai giornali che hanno avuto le anteprime, fino alle testate italiane, mi vado facendo qualche idea non tanto sul contenuto, quanto su alcuni aspetti non marginali che riguardano l’informazione e la politica.

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L’arma linguistica

novembre 27

Ho appena finito di leggere il libricino di Gustavo Zagrebelsky Sulla lingua del tempo presente che, in una manciata di pagine, tocca il cuore di un problema che sento, per molti motivi, sempre più pressante. Come tutte le persone che “frequentano” le parole – perché leggono, perché scrivono, perché ci lavorano – sono conscia del fatto che la lingua non è mai innocente. In questo libro, passando al setaccio pochi termini cruciali, Zagrebelsky svela alcune mistificazioni del discorso politico e, più generalmente, pubblico. Ma ho altri esempi sotto gli occhi ai quali penso scrivendo queste righe.

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Autoritratto con un anno in più

novembre 16

Niente. Per quanto uno tenti di ignorarlo, un anno dopo l’altro, puntuale, si presenta. Il giorno del compleanno, sì. Quello che stamattina ho accolto per la trentaseiesima volta (lo so che le signore non devono confessare la propria età, ma non mi sono mai sentita una signora, perciò…) Quest’anno, poi, l’avrei saltato molto volentieri. Mica per altro: è che ho la tendenza al bilancio, a cercare di tirare le fila. E questi ultimi mesi non sono stati molto generosi con me, né io con loro.

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Il mio animale totemico

novembre 11

Ci ho messo quasi 36 anni per individuarlo, ma adesso ne sono certa: ho scoperto il mio animale totemico. Quello che mi rappresenta, quello a me più affine, quello che fotografa il mio spirito e la mia energia. È lui, non ho più dubbi. E dovrò farmene una ragione.

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