.: FRC :. Francesca Romana Capone

Ciao Otto

maggio 27

Lo chiamavamo la melanzana. Piccolo di taglia, piuttosto tondo, la coda di appena una decina di centimetri, aveva però il muso più dolce del mondo. Era un gatto buffo, pauroso fino all’inverosimile. Quando lo prendemmo, 14 anni fa, rimase per una settimana sotto un mobile. Usciva di notte per mangiare, mentre di giorno trapelava solo il suo ronfare. Faceva le fusa anche due settimane fa, mentre il veterinario ecografava l’addome.

Read the rest of this entry »

Cari amici vicini e lontani…

aprile 27

Mi mancano i miei amici. Mi manca vederli, frequentarli, mangiare e bere insieme, darsi manate sulle spalle e abbracci, litigarci. Mi manca l’intimità di un silenzio da condividere, sapendo che ogni sfumatura di quel niente è compresa allo stesso modo. Mi manca un campanello che suona estemporaneo, una serata arrangiata all’ultimo secondo, una vacanza decisa e mai fatta.

Read the rest of this entry »

La guerra dei bottoni

marzo 27

Da qualche settimana mi sono messa a giocare con i bottoni. Cioè, a partire da questi oggettini che ho sempre trovato affascinanti, costruisco spille, anelli, orecchini, collane. Perché? Perché avevo una gran voglia di lavorare con le mani, di sporcarmele per produrre qualcosa di concreto. Da mesi scherzavo con gli amici dicendo che avrei voluto fabbricare bulloni…

Read the rest of this entry »

Tentazione

marzo 23
Passo moltissimo tempo in automobile: tragitti lunghi o solo troppo trafficati, percorsi obbligati di un quotidiano intasato. In genere non vedo l’ora di scendere. La tensione esplode a ogni semaforo, ho acquisito una guida da tassista romano – unico stile che consente la sopravvivenza a chi deve passare un paio d’ore al giorno sul mezzo – sono un fascio di nervi e riflessi pronti a scattare.

7 anni

marzo 18

Oggi Andrea compie 7 anni, e io con lui. Cioè, compie 7 anni il mio essere mamma che non finisce di stupirmi. Il viaggio più bello, quello della maternità, anche il più duro e difficile, ma imparagonabile con qualunque altra esperienza. Si è preso un sacco di coccole stamattina, prima che uscissi per andare al lavoro, abbracci, baci e carezze che ancora cerca – e chissà come mi sentirò quando li scanserà col volto burbero dell’adolescente. Read the rest of this entry »

Donna, inizio e fine

marzo 9

In questi giorni non mi viene facile scrivere. La scrittura è il mio modo di fare ordine nei pensieri, e adesso c’è troppa confusione, come in una casa dopo un trasloco. Mobili imballati, cassetti che sputano ricordi dimenticati, oggetti amati che non sanno più parlare. Mi ci vorrà del tempo. Eppure volevo scrivere qualcosa per l’8 marzo, qualcosa per e sulle donne, qualcosa che avesse a che fare con i pensieri che si affastellano in quella casa disordinata.

Read the rest of this entry »

Rumori

febbraio 26

Il gorgoglio regolare dell’ossigeno nella boccia d’acqua. Il lento rintocco della goccia che scende dalla flebo. Il fruscio delle lenzuola smosse, sollevate, ritirate su. Il soffio minimo del liquido che defluisce dalla siringa. Il suono sordo della lancia di plastica che buca il tappo gommoso del flacone. Il crepitio sottile del cerotto che si stacca dalla pelle.

Read the rest of this entry »

In piazza

febbraio 13

C’ero anche io. Insieme a più di un milione di persone sono scesa in piazza per dire basta, per rivendicare una dignità che è sempre più calpestata, per ridare senso alle parole – come qualcuno ha detto – per riconoscermi nei volti giovani e anziani, di uomini e donne che non ne possono più. Senza simboli, senza bandiere. Eppure quella di oggi è stata, senza alcun dubbio, una mobilitazione politica.

Read the rest of this entry »

A piedi nudi

febbraio 7

L’altra notte ho fatto uno dei miei sogni ricorrenti: cammino per strada, sto andando da qualche parte con una certa fretta, quando mi rendo conto di non avere le scarpe. Cambiano le città, le strade, gli impegni che mi chiamano con urgenza; comune resta solo il particolare apparentemente minore dei piedi scalzi.

Read the rest of this entry »

Vette e abissi

febbraio 2

Com’è possibile che i secoli che hanno visto le più grandi rivoluzioni scientifiche siano anche quelli dei grandi orrori della storia? Domanda forse banale, ma che mi assilla in questi giorni innescata dalla lettura di due libri. Col primo, La Chimera di Sebastiano Vassalli, siamo nel primo decennio del Seicento. Nel secondo, Vita e destino di Vasilij Grossman, attraversiamo gli anni Quaranta del secolo scorso. Tempi di Keplero e Galileo, ma anche dell’Inquisizione; anni di Einstein e della teoria dei quanti ma pure del nazismo.

Read the rest of this entry »

« Older EntriesNewer Entries »