.: FRC :. Francesca Romana Capone

Ciao Sergio

maggio 8

Poco più di un anno fa, quando mio padre se ne è andato,  mi hai scritto che, con le mie parole, l’avrei sicuramente reso felice perché “una volta arrivato da qualche parte, si è subito trovato qualcosa da leggere”. Allora ecco, adesso che anche tu sei partito per raggiungerlo “da qualche parte”, ho pensato di regalarti un sorriso, dopo tanta brutale sofferenza. Voglio pensarti con un bicchiere di buon vino, la sigaretta a consumarsi tra le dita, e una pagina davanti. Tu e la tua implacabile penna, prolungamento tagliente di una mente affilata e sottile, capace di sezionare come un bisturi ogni testo, per estrarne il frutto profondo e più vero.

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Un paese, i ricordi

febbraio 21

In questa stagione la spiaggia è lavata dalle onde e deserta. Orme di passeggiate solitarie si snodano a perdita d’occhio. Il cielo è basso di nuvole e la torre normanna sembra guardare oltre lo strato lattiginoso, verso altre coste e altri mari. Eccola Maiori, che per tutta l’infanzia ho guardato distrattamente salvo averne oggi una dolcissima nostalgia. Il paese di mio padre, di mia nonna, di metà della mia famiglia. Sdraiato lungo la spiaggia bassa, in una posizione che gli fu fatale durante l’alluvione del 1954, e doppiamente dopo, quando gli spazi vuoti furono colmati dal cemento di alberghi e palazzine. Il paese meno bello della Costiera Amalfitana – ho sempre detto e pensato – eppure quello che oggi mi manca di più.

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Verità, sincerità, cronaca

gennaio 12

Chi la possiede, davvero, la verità? Chi può farsi baluardo della verità o anche solo di “una” verità? Può la mia verità coincidere con quella di un altro? Domande che evitiamo di porci esplicitamente ma che ci guidano nel nostro quotidiano.  E’ più “vera” la verità della maestra o quella di Andrea? La mia visione di una lite o quella del mio antagonista? Come fare pace con l’idea che, magari, sono entrambe verità? E non si corre il rischio di cadere in uno sterile e troppo comodo relativismo?

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Nera che porta via…

novembre 5

Le immagini di Genova sconvolta dall’alluvione mi fanno davvero male. La città che più amo, quella nella quale sogno di andare a vivere, trasfigurata da una furia naturale e, per questo, tanto più annichilente. Mancano le parole, manca anche la voglia di dare la colpa a qualcuno: inutili, mi pare, le polemiche verso il comune che, quanto meno, aveva diramato un allerta preciso (rispetto al quale qualcuno aveva pure polemizzato, dicendo che l’alluvione c’era già stata). Ce ne sono senz’altro di responsabilità, ma c’è anche il tocco dell’imponderabile, dell’impossibile da prevedere.

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Un saluto al sognatore

ottobre 6

Non sarò la prima né l’ultima a sentirsi triste, oggi, di fronte alla notizia della morte di Steve Jobs. Si è già scritto e detto di tutto, d’altro canto il suo cancro al pancreas aveva fatto sì che le redazioni fossero belle e pronte con polposi coccodrilli. Gli utenti mac hanno fatto il resto, inondando la rete di messaggi, ricordi, discussioni. Perciò questo post non serve a niente, se non a dire che mai avrei pensato di provare dispiacere per la morte di un imprenditore miliardario.

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Geografia quotidiana

settembre 22

Non si può più rimandare: l’anno lavorativo e scolastico è cominciato, con tutto il suo ingorgo di impegni, di spostamenti, di movimenti frenetici. Di tempo che scivola dalle mani come un’anguilla, di stanchezza che si accumula sugli occhi alla sera, tira giù le palpebre come tendaggi pesanti. Ma anche di sorrisi che mi vengono a trovare spesso, di una serenità che non ha grandi appigli ma che ha deciso di non arrendersi. E in questa ripresa, la geografia ha un suo posto, perché indica spostamenti e richiami a culture diverse…

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La madeleine della madeleine

agosto 4

Se c’è un episodio letterario universalmente noto, forse è proprio quello della madeleine nella Ricerca di Proust. Si tratta della prima apparizione del fenomeno della “memoria involontaria” che rivestirà poi un ruolo tanto fondamentale nell’opera. Il sapore del dolcetto intinto nel tè in un pomeriggio invernale ha il potere di riportare in vita l’infanzia del narratore a Combray. Momenti del genere costellano la nostra vita, ma Proust ha avuto l’indubbio merito di dar loro una forma letteraria, una dignità profonda.

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L’eredità delle parole

luglio 27

Semola, il gatto di Sergio, si riposa un minuto di fronte alla finestra della cucina. Lo ospito da dieci giorni, mentre Andrea è al mare col papà. È un gatto rosso di nemmeno un anno, un simpaticissimo terremoto che mette a soqquadro casa ogni notte. E di giorno tenta di venirmi a mangiare dal piatto, allungando in un lampo la zampa e portandosela alla bocca come fosse un cucchiaio.

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Cortocircuiti

luglio 23

Il tempo ha una trama complicata. Non solo nell’immagine che ne dà la scienza, anche nella percezione individuale e quotidiana. Una quarta dimensione dell’esistenza assai meno lineare delle tre dimensioni spaziali, quasi un fazzoletto appallottolato che si ripiega su se stesso in maniera caotica, sovrapponendo passato e futuro in quell’unico punto che ci è dato vivere: il presente.

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Mal comune?

luglio 12

Anche quest’anno ho partecipato a Torino alla scuola estiva SCS 2011 organizzata da Agorà Scienza. Bellissima esperienza, come d’altro canto lo era stata l’anno scorso, con una maggior concentrazione sui temi della scuola, buoni relatori, un bel gruppo di dottorati e dottorandi con cui condividere la discussione su argomenti cruciali quali le implicazioni etiche degli sviluppi più recenti della scienza.

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