maggio
2
Un mondo visto di sghembo, a cavallo di uno spigolo vivo che separa verosimile e finzione nello spazio già fittizio del quadro. La pittura di Savinio è un gioco di specchi che riverbera mito collettivo, memoria individuale e fantasia. In questi giorni, Milano ospita una bellissima mostra che ripercorre, della vita proteiforme di questo sommo dilettante, il ruolo dell’arte visiva nella sua poetica.
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aprile
21
Ieri sera, con un guizzo di audacia che ha stupito noi per prime, io e tre altre mamme-amiche siamo andate a vedere Habemus Papam e poi a prenderci una birra in serenità, vietandoci qualunque discorso bambinocentrico. Sarebbe stata comunque una bella serata, ma senz’altro è stata migliore perché tutte abbiamo apprezzato il film. Dove, mi sembra, si ritrova in parte il “vecchio” Moretti. Con qualcosa in meno e qualcosa in più.
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aprile
16
I genitori oggi possono scegliere liberamente “quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia”. Ecco l’ultima (in ordine cronologico) geniale uscita del nostro premier. Evviva! Con la sola aggiunta di un piccolo mutuo, ogni mamma (perché alle mamme si è rivolto Silvio) potrà mandare il proprio pargolo in una scuola che insegni finalmente a diventare una escort o un simpatico evasore fiscale. E con questo il processo di disgregazione culturale si potrà dire compiuto.
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marzo
9
In questi giorni non mi viene facile scrivere. La scrittura è il mio modo di fare ordine nei pensieri, e adesso c’è troppa confusione, come in una casa dopo un trasloco. Mobili imballati, cassetti che sputano ricordi dimenticati, oggetti amati che non sanno più parlare. Mi ci vorrà del tempo. Eppure volevo scrivere qualcosa per l’8 marzo, qualcosa per e sulle donne, qualcosa che avesse a che fare con i pensieri che si affastellano in quella casa disordinata.
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febbraio
2
Com’è possibile che i secoli che hanno visto le più grandi rivoluzioni scientifiche siano anche quelli dei grandi orrori della storia? Domanda forse banale, ma che mi assilla in questi giorni innescata dalla lettura di due libri. Col primo, La Chimera di Sebastiano Vassalli, siamo nel primo decennio del Seicento. Nel secondo, Vita e destino di Vasilij Grossman, attraversiamo gli anni Quaranta del secolo scorso. Tempi di Keplero e Galileo, ma anche dell’Inquisizione; anni di Einstein e della teoria dei quanti ma pure del nazismo.
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gennaio
23
Su tutto il freddo. Tornato a mordere, che sia punte di pioggia gelida o vento sferzante che taglia le labbra. E poi il movimento. Lunghi tragitti in macchina – ma da passeggero – , camminate, un breve tratto in tram. Sapori buoni, di cibi preparati con cura, di barbera a scaldare la gola. Chiacchiere con amici e un buio di cinema, nasi rossi chini sui libri e caffè al bar.
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gennaio
1
Come l’anno scorso, avrei voluto scrivere un pezzo sui libri che ho letto nel 2010, grazie agli strumenti statistici di Anobii. Senonché, come tutti gli anobiani sanno, ultimamente ci sono stati diversi bug di sistema che – vedo oggi – interessano anche le esportazioni delle liste di lettura. Perciò dovrò rinunciare all’elenco completo (comunque consultabile direttamente sulla mia libreria) e lasciare qualche appunto sparso.
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dicembre
27
Sono alle prese con un libro durissimo, come un corpo a corpo col mio peggiore fantasma. L’ho guardato da lontano, l’ho schivato, l’ho sfogliato e messo da parte. Alla fine l’ho preso in mano e affrontato. Tutti i bambini tranne uno, di Philippe Forest. Testo che racconta l’irraccontabile, la morte di un figlia bambina.
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novembre
27
Ho appena finito di leggere il libricino di Gustavo Zagrebelsky Sulla lingua del tempo presente che, in una manciata di pagine, tocca il cuore di un problema che sento, per molti motivi, sempre più pressante. Come tutte le persone che “frequentano” le parole – perché leggono, perché scrivono, perché ci lavorano – sono conscia del fatto che la lingua non è mai innocente. In questo libro, passando al setaccio pochi termini cruciali, Zagrebelsky svela alcune mistificazioni del discorso politico e, più generalmente, pubblico. Ma ho altri esempi sotto gli occhi ai quali penso scrivendo queste righe.
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novembre
4
Da un paio di settimane è uscito in libreria l’ultimo libro di Sciltian Gastaldi, Tutta colpa di Miguel Bosé, per la Fazi editore. Un’immersione dolce-amara nella storia del costume del nostro paese e il romanzo di formazione di un ragazzo “metrosessuale”.
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