.: FRC :. Francesca Romana Capone

Un occhio bendato

gennaio 11

In questi giorni sto lavorando a una relazione che mette in connessione il pensiero scientifico e la letteratura. A prescindere dallo specifico oggetto dello studio, questo lavoro mi sta confermando quello che in fondo ho sempre pensato: la specializzazione è probabilmente necessaria, ma obbliga a guardare al mondo con un occhio bendato.

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Centotredici

dicembre 31

A detta di Anobii, tanti sono i libri che ho letto nel 2009 (31.910 pagine, cioè 282 pagine in media a libro e 87 al giorno). Ora, a parte i giochini puramente quantitativi che si possono fare, ho voluto dare un’occhiata un po’ più a fondo alle mie letture dell’anno. In generale, mi sembra che crescendo io riesca a scegliere meglio i libri: a molti, infatti, ho dato il giudizio più alto. Ciò, ovviamente, non mi mette al riparo da inenarrabili sole.

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Grandi editori?

dicembre 27

Nel volgere di pochi giorni ho finito di leggere due romanzi pubblicati da altrettanti “grandi editori” italiani. Per motivi diversi, entrambe le letture mi hanno scatenato una rabbia profonda. Non citerò i libri in questione perché non è importante per queste righe. Però voglio spiegare i motivi della mia rabbia che si fonda su scelte editoriali che trovo quanto meno discutibili.

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Connessioni

dicembre 2

È un periodo in cui le cose mi sembrano tutte correlate tra loro, unite in una ragnatela di significati che è difficile districare per scegliere di cosa parlare o non parlare. Avevo voglia di scrivere qualcosa sui Diari di Sylvia Plath e mi ero appuntata alcuni brani. Poi ieri ho visto a teatro l’Amleto di Lella Costa. Cosa c’entrano l’uno con l’altro? Forse poco, forse moltissimo.

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Dell’assenza

settembre 9

Un’intera galleria di personaggi che si aggrega intorno a un’assenza. Come residui che piano piano convergono verso il buco dal quale defluisce l’acqua in una vasca. Vite un po’ folli o troppo normali, scagliate da avvenimenti dolorosi in ogni direzione, che tornano ad accostarsi, scontrarsi anche, nell’occhio di quel ciclone silenzioso che è una fuga.

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Baghdad, ieri e oggi

giugno 10

Città tranquilla da ogni parte,

e sicura per gli abitanti,

città arresa senza riserve

al benessere sovrano.

Città simile a un paradiso adorno

dei mille colori delle piante,

e come un paradiso prodiga dei suoi tesori

per il piacere di chiunque vi soggiorni.

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L’altro

aprile 12

La letteratura è spesso l’arte dell’ipotesi: la finzione narrativa costruisce mondi possibili traendo la materia dal mondo reale. Ne so qualcosa anch’io: il mio primo libro è nato esattamente su questo gioco, sul confine sottile tra detto e non detto che distingue quanto è accaduto da quanto sarebbe potuto accadere.

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1 anno

marzo 28

Oggi è il compleanno del mio libro.

Esattamente un anno fa, verso le sette di sera, di ritorno da un viaggio a Vicenza, mi precipitavo in libreria per vedere se era vero. La pila dei volumi odorosi di carta nuova era lì. Ho provato un’emozione grande che ha similitudini solo con la nascita di mio figlio.

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Ricordare per riflettere

marzo 8

È stato per caso che, proprio in prossimità dell’8 marzo, io mi sia ritrovata a iniziare un libro, Leggere Lolita a Teheran, della scrittrice iraniana Azar Nafisi. Un caso perché lo avevo comprato da un po’: era lì in attesa, sul comodino. Però, quando oggi l’ho preso in mano per leggerne qualche pagina, ho pensato che fosse un buon pretesto per parlare della festa della donna.

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L’agonia della cultura in azienda

febbraio 15

Maurizio l’ho conosciuto in una circostanza curiosa. Era il 16 novembre, giorno del mio compleanno, e io ero a Genova per presentare il mio libro grazie all’affetto degli amici che hanno voluto festeggiarmi così. “Però – mi dice Andrea – prima di andare in libreria vorrei passare all’università: oggi si laurea in lettere un mio caro amico”. L’oggetto della tesi – Dino Buzzati cronista di nera – mi incuriosisce: mi accodo volentieri.

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