.: FRC :. Francesca Romana Capone

Verità, sincerità, cronaca

gennaio 12

Chi la possiede, davvero, la verità? Chi può farsi baluardo della verità o anche solo di “una” verità? Può la mia verità coincidere con quella di un altro? Domande che evitiamo di porci esplicitamente ma che ci guidano nel nostro quotidiano.  E’ più “vera” la verità della maestra o quella di Andrea? La mia visione di una lite o quella del mio antagonista? Come fare pace con l’idea che, magari, sono entrambe verità? E non si corre il rischio di cadere in uno sterile e troppo comodo relativismo?

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Le pagine del 2011

gennaio 3

Come ormai da tradizione, dedico il primo post dell’anno ai libri che mi hanno fatto compagnia nei passati 365 giorni. Un piccolo esercizio annuale che mi ritrae come una fotografia: interessi, inclinazioni, innamoramenti e delusioni. Libri che mi hanno accompagnato in un periodo difficilissimo e che, in qualche modo, ne recano traccia. Pagine come zattere, spesso, per tenersi a galla. Ma anche porte per la speranza che, comunque, non mi abbandona e che ha rasserenato il cielo degli ultimi mesi.

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Un albero da sfogliare

dicembre 8

Come ogni anno, ho aspettato l’8 dicembre per fare l’albero di Natale, approfittando della “scusa” di doverlo fare per Andrea. In realtà è una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo; un’occasione per fare qualcosa con le nostre mani e per inventare, ancora una volta, un nuovo modo di guardare al Natale.

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Geografia quotidiana

settembre 22

Non si può più rimandare: l’anno lavorativo e scolastico è cominciato, con tutto il suo ingorgo di impegni, di spostamenti, di movimenti frenetici. Di tempo che scivola dalle mani come un’anguilla, di stanchezza che si accumula sugli occhi alla sera, tira giù le palpebre come tendaggi pesanti. Ma anche di sorrisi che mi vengono a trovare spesso, di una serenità che non ha grandi appigli ma che ha deciso di non arrendersi. E in questa ripresa, la geografia ha un suo posto, perché indica spostamenti e richiami a culture diverse…

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La madeleine della madeleine

agosto 4

Se c’è un episodio letterario universalmente noto, forse è proprio quello della madeleine nella Ricerca di Proust. Si tratta della prima apparizione del fenomeno della “memoria involontaria” che rivestirà poi un ruolo tanto fondamentale nell’opera. Il sapore del dolcetto intinto nel tè in un pomeriggio invernale ha il potere di riportare in vita l’infanzia del narratore a Combray. Momenti del genere costellano la nostra vita, ma Proust ha avuto l’indubbio merito di dar loro una forma letteraria, una dignità profonda.

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Cortocircuiti

luglio 23

Il tempo ha una trama complicata. Non solo nell’immagine che ne dà la scienza, anche nella percezione individuale e quotidiana. Una quarta dimensione dell’esistenza assai meno lineare delle tre dimensioni spaziali, quasi un fazzoletto appallottolato che si ripiega su se stesso in maniera caotica, sovrapponendo passato e futuro in quell’unico punto che ci è dato vivere: il presente.

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Quel confine incerto

giugno 8

Nel giro di pochi giorni ho finito due libri che, in maniera diversa e con esiti secondo me opposti, affrontano entrambi il tema del rapporto tra realtà e finzione. In un caso, Il sogno del Celta di Vargas Llosa, l’autore si confronta con la storia; nel secondo, Non saremo confusi per sempre di Mancassola, lo scrittore è alle prese con la cronaca. In tutti e due i libri, comunque, gli obiettivi sono dichiaratamente romanzeschi. Allora il problema è (e me lo pongo anche in relazione a certi miei progetti) se la narrativa può appropriarsi della realtà, e in che termini.

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Libri, storia e maestri

maggio 31

Stamattina mi sono aggregata a una lezione particolare: Franco Ghione, con il quale collaboro all’università di Tor Vergata, ha portato i suoi studenti del corso di storia e didattica della matematica alla biblioteca Angelica. Attigua alla chiesa di Sant’Agostino, la biblioteca è attiva dal 1604 ed è stata una delle prime biblioteche aperte al pubblico (non solo religioso) in Europa. Ha un fondo di testi antichi (cioè pubblicati tra il Cinquecento e l’Ottocento) di circa 120.000 volumi, prevalentemente, ma non esclusivamente, relativi alla storia della religione.

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Autoritratto di un lettore

maggio 22

Si dice spesso che nei testi di uno scrittore è possibile rintracciare pezzi della sua biografia. Frammenti a volte dispersi, mascherati, altre invece raccontati in esplicita chiave autobiografica. Tracce dell’uomo dietro lo schermo fragile e insuperabile dei libri. E si può fare altrettanto con un lettore? Si può, cioè, disegnare il profilo di un uomo attraverso la sua biblioteca? Ho sempre pensato di sì. Da qui nasce la mia abitudine un po’ nevrotica di andare subito a sbirciare le librerie quando entro per la prima volta in una casa.

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I lettori di domani

maggio 13

Qualche giorno fa, in occasione dell’apertura del Salone del libro di Torino, l’Istat ha pubblicato le statistiche relative alla lettura in Italia. Una fotografia, nel complesso, abbastanza deprimente, alla quale sarebbe interessante accostarne una su scrittori e pubblicazioni: non si capisce, infatti, come in un paese dove la maggioranza della popolazione (53,2%) dichiara di non aver letto nemmeno un libro in un anno, si continuino a stampare migliaia di volumi.

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