.: FRC :. Francesca Romana Capone

Uno scrittore

marzo 14

Per scrivere un libro bisognava essere un mago, o uno stregone, o un alchimista, per impadronirsi di un’esperienza, reale o immaginaria, e servirsi delle parole per ricrearla sulla pagina scritta.

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Il sangue dei carnefici

marzo 2

In questi giorni sto leggendo, con grande sofferenza, La banalità del male della Arendt. Non è lettura semplice proprio perché scevra da qualsiasi indulgenza all’emotività. La burocrazia dell’orrore è allora lì, presente, vera e nemmeno troppo lontana da tante disumanità contemporanee.

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Odore di carta

febbraio 21

Questo fine settimana di riposo odora di carta. Delle pagine del libro che ho finito, di quello nuovo inaugurato e già piuttosto in là. Delle bellissime edizioni che ho comprato stamattina a Porta Portese, dandomi un’ora per spulciare la bancarella scoperta oggi.

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Sassi e diamanti

gennaio 19

Una lunga collana di gemme diverse: preziose le une, false  le altre. Colorate e brillanti quasi tutte, ma alcune piene, altre vuote. Lisce al tatto o scabrose come pomice, forate e intagliate o con la superficie intatta. Certe leggere come un soffio, altre grevi come un masso al collo; quelle levigate, queste taglienti. Così mi sembrano tutte le parole che ho infilato nei miei giorni, in questi ultimi mesi soprattutto.

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Un occhio bendato

gennaio 11

In questi giorni sto lavorando a una relazione che mette in connessione il pensiero scientifico e la letteratura. A prescindere dallo specifico oggetto dello studio, questo lavoro mi sta confermando quello che in fondo ho sempre pensato: la specializzazione è probabilmente necessaria, ma obbliga a guardare al mondo con un occhio bendato.

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Centotredici

dicembre 31

A detta di Anobii, tanti sono i libri che ho letto nel 2009 (31.910 pagine, cioè 282 pagine in media a libro e 87 al giorno). Ora, a parte i giochini puramente quantitativi che si possono fare, ho voluto dare un’occhiata un po’ più a fondo alle mie letture dell’anno. In generale, mi sembra che crescendo io riesca a scegliere meglio i libri: a molti, infatti, ho dato il giudizio più alto. Ciò, ovviamente, non mi mette al riparo da inenarrabili sole.

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Grandi editori?

dicembre 27

Nel volgere di pochi giorni ho finito di leggere due romanzi pubblicati da altrettanti “grandi editori” italiani. Per motivi diversi, entrambe le letture mi hanno scatenato una rabbia profonda. Non citerò i libri in questione perché non è importante per queste righe. Però voglio spiegare i motivi della mia rabbia che si fonda su scelte editoriali che trovo quanto meno discutibili.

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Connessioni

dicembre 2

È un periodo in cui le cose mi sembrano tutte correlate tra loro, unite in una ragnatela di significati che è difficile districare per scegliere di cosa parlare o non parlare. Avevo voglia di scrivere qualcosa sui Diari di Sylvia Plath e mi ero appuntata alcuni brani. Poi ieri ho visto a teatro l’Amleto di Lella Costa. Cosa c’entrano l’uno con l’altro? Forse poco, forse moltissimo.

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Dell’assenza

settembre 9

Un’intera galleria di personaggi che si aggrega intorno a un’assenza. Come residui che piano piano convergono verso il buco dal quale defluisce l’acqua in una vasca. Vite un po’ folli o troppo normali, scagliate da avvenimenti dolorosi in ogni direzione, che tornano ad accostarsi, scontrarsi anche, nell’occhio di quel ciclone silenzioso che è una fuga.

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Baghdad, ieri e oggi

giugno 10

Città tranquilla da ogni parte,

e sicura per gli abitanti,

città arresa senza riserve

al benessere sovrano.

Città simile a un paradiso adorno

dei mille colori delle piante,

e come un paradiso prodiga dei suoi tesori

per il piacere di chiunque vi soggiorni.

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