.: FRC :. Francesca Romana Capone

Il tramonto del bunga-bunga

novembre 13

Non ci ho creduto finché non è arrivato il comunicato ufficiale: Berlusconi ha rassegnato le dimissioni. Non ci ho creduto nonostante i visi delle migliaia di persone in piazza, in attesa della fine di questo nuovo ventennio. Non ci ho creduto neanche guardando la sua faccia sfatta, il cerone insufficiente a nascondere la tragedia di un uomo di spettacolo che finisce pubblicamente nel fango. Non ci ho creduto anche se la UE e le agenzie di rating hanno fatto pesantemente irruzione nella nostra politica, scompaginando le carte in tavola. E invece è successo: ha dato le dimissioni, una stagione si è chiusa anche se, probabilmente, la pagheremo ancora a lungo.

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Nera che porta via…

novembre 5

Le immagini di Genova sconvolta dall’alluvione mi fanno davvero male. La città che più amo, quella nella quale sogno di andare a vivere, trasfigurata da una furia naturale e, per questo, tanto più annichilente. Mancano le parole, manca anche la voglia di dare la colpa a qualcuno: inutili, mi pare, le polemiche verso il comune che, quanto meno, aveva diramato un allerta preciso (rispetto al quale qualcuno aveva pure polemizzato, dicendo che l’alluvione c’era già stata). Ce ne sono senz’altro di responsabilità, ma c’è anche il tocco dell’imponderabile, dell’impossibile da prevedere.

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Un saluto al sognatore

ottobre 6

Non sarò la prima né l’ultima a sentirsi triste, oggi, di fronte alla notizia della morte di Steve Jobs. Si è già scritto e detto di tutto, d’altro canto il suo cancro al pancreas aveva fatto sì che le redazioni fossero belle e pronte con polposi coccodrilli. Gli utenti mac hanno fatto il resto, inondando la rete di messaggi, ricordi, discussioni. Perciò questo post non serve a niente, se non a dire che mai avrei pensato di provare dispiacere per la morte di un imprenditore miliardario.

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A piedi da Ginevra al Gran Sasso

settembre 24

La vera notizia sull’ipotesi che i neutrini viaggino più veloce della luce, è che – a quanto pare – lo fanno a piedi. Già, perché assai più della conferenza web del Cern, l’informazione più ghiotta proviene dalla nostra minestra dell’Istruzione. La quale, presa dall’entusiasmo, ha lasciato trapelare che lo straordinario risultato deve moltissimo ai 45 milioni di euro investiti dal nostro paese per costruire un tunnel tra il centro ginevrino e i laboratori del Gran Sasso.

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Un conto della serva

giugno 24

Da qualche tempo, l’agenzia per la quale lavoro è diventata tristemente famosa: le precarie insultate da Brunetta come “la parte peggiore d’Italia” sono mie colleghe. Lavorano nello stesso posto dove lavoro io, sono presenti quanto lo sono io, sono impegnate da anni come me. Solo che io ho un contratto a tempo indeterminato e loro no. Ora, com’era prevedibile, qualche imbecille ha avviato una caccia a trovare gli scheletri nell’armadio dei precari, per poter sostenere che dietro la loro battaglia si nasconde la volontà di difendere chissà quale privilegio. In particolare, gli strali si sono rivolti verso Maurizia Russo Spena, il cui cognome è – a detta di questi soggetti – eloquente di per sé.

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Un paio di confortanti banalità

giugno 13

Domenica, ore 8.10, scuola Cesana, Via Parboni, Roma. Le strade qui fuori sono gremite dalla folla domenicale di Porta Portese. Dietro una barriera di metallo che congiunge l’ingresso della scuola a Viale Trastevere, un viavai di uomini e donne che si guardano e si sorridono timidamente. Io aspetto il mio turno: tre persone stanno votando e altre due sono in fila davanti a me. Il seggio è aperto da 10 minuti.

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I lettori di domani

maggio 13

Qualche giorno fa, in occasione dell’apertura del Salone del libro di Torino, l’Istat ha pubblicato le statistiche relative alla lettura in Italia. Una fotografia, nel complesso, abbastanza deprimente, alla quale sarebbe interessante accostarne una su scrittori e pubblicazioni: non si capisce, infatti, come in un paese dove la maggioranza della popolazione (53,2%) dichiara di non aver letto nemmeno un libro in un anno, si continuino a stampare migliaia di volumi.

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Della scuola e della cultura

aprile 16

I genitori oggi possono scegliere liberamente “quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia”. Ecco l’ultima (in ordine cronologico) geniale uscita del nostro premier. Evviva! Con la sola aggiunta di un piccolo mutuo, ogni mamma (perché alle mamme si è rivolto Silvio) potrà mandare il proprio pargolo in una scuola che insegni finalmente a diventare una escort o un simpatico evasore fiscale. E con questo il processo di disgregazione culturale si potrà dire compiuto.

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In piazza

febbraio 13

C’ero anche io. Insieme a più di un milione di persone sono scesa in piazza per dire basta, per rivendicare una dignità che è sempre più calpestata, per ridare senso alle parole – come qualcuno ha detto – per riconoscermi nei volti giovani e anziani, di uomini e donne che non ne possono più. Senza simboli, senza bandiere. Eppure quella di oggi è stata, senza alcun dubbio, una mobilitazione politica.

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I gemelli di Mengele

gennaio 27

Oggi, giornata della memoria, scelgo di ricordare una delle pagine più atroci dello sterminio: gli esperimenti medici condotti sui gemelli ad Auschwitz. Nel leggere del destino di questi bambini, che avevano l’età di mio figlio, non c’è via di uscita, scappatoia, nascondiglio morale. I responsabili di questi orrori non erano soldatacci incolti ma medici e scienziati, a ricordarci che la cancrena dell’odio non fa distinzioni di classe e cultura. Nessuna pietà, nessun perdono è possibile. Il ricordo, invece, è un dovere.

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