<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>.: FRC :. &#187; fotografia</title>
	<atom:link href="http://www.francescaromanacapone.it/archives/tag/fotografia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.francescaromanacapone.it</link>
	<description>Francesca Romana Capone</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 09:44:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.3</generator>
		<item>
		<title>Mercati palermitani: una mostra di immagini e parole</title>
		<link>http://www.francescaromanacapone.it/archives/692</link>
		<comments>http://www.francescaromanacapone.it/archives/692#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 14:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
				<category><![CDATA[miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaromanacapone.it/?p=692</guid>
		<description><![CDATA[Mercoledì 12 gennaio, a partire dalle 19.30, l&#8217;enoteca Vi(ci)no di via del Pigneto 25 a Roma ospita una mostra fotografica di Francesco Scirè dedicata ai mercati palermitani. Delle foto di Francesco avevo già parlato qui. L&#8217;analogia che ho sentito tra il suo modo di guardare le cose e il mio di scriverne si è fatta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 12 gennaio, a partire dalle 19.30, l&#8217;enoteca Vi(ci)no di via del Pigneto 25 a Roma ospita una mostra fotografica di <a href="http://www.wix.com/francescoscire/photography">Francesco Scirè</a> dedicata ai mercati palermitani. Delle foto di Francesco avevo già parlato <a href="http://www.francescaromanacapone.it/archives/554">qui</a>. L&#8217;analogia che ho sentito tra il suo modo di guardare le cose e il mio di scriverne si è fatta progetto: ho avuto l&#8217;opportunità di scrivere presentazione e didascalie per la mostra che apre tra pochi giorni.<span id="more-692"></span></p>
<div id="attachment_693" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/locandinaMostra.jpg"><img class="size-medium wp-image-693" title="locandinaMostra" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/locandinaMostra-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina della mostra</p></div>
<p>Per me è stata una sfida. Non avevo mai scritto testi a corredo di immagini. Eppure quegli scatti mi avevano colpito, con Francesco ne avevamo parlato a lungo. Le parole sono nate con naturalezza. Le foto sotto gli occhi, sono loro che mi hanno raccontato le storie minime che ho scritto. Storie di odori, colori, sapori. Ma anche storie di degrado e dissoluzione. Storie di un sud ricco di tradizioni e povero di dignità, un sud dal quale anch&#8217;io provengo e che anche io osservo con questo misto di rabbia e amore.</p>
<p>Naturale, allora, che il lavoro di &#8220;cucitura&#8221; tra immagini e parole sia scivolato liscio. Ovvio, per me, che sono le foto a dover essere protagoniste, mentre le parole sono come una stretta di mano di madre che accompagna e guida un bambino in una passeggiata. Si devono dimenticare, le parole. Negli occhi deve restare la fotografia con i suoi contrasti cromatici, con la sua consistenza visiva, con la sua forza espressiva.</p>
<p>Sulle pagine del mio blog mi fa piacere concentrare in poche righe il mio grazie a Francesco, all&#8217;occasione che mi ha dato e che, chissà, magari si ripeterà. Tutte le informazioni sulla mostra si trovano <a href="http://www.up2youeventi.it/?page_id=21">qui</a>, mentre cliccando sulla foto è possibile ingrandire la locandina. Sapendo che il monitor di un computer non è comunque in grado di restituire l&#8217;impatto che lo sguardo diretto sulla fotografia può regalare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescaromanacapone.it/archives/692/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mare d&#8217;inverno</title>
		<link>http://www.francescaromanacapone.it/archives/620</link>
		<comments>http://www.francescaromanacapone.it/archives/620#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 21:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
				<category><![CDATA[miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[andrea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mumble mumble]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaromanacapone.it/?p=620</guid>
		<description><![CDATA[Chilometri di niente. Sabbia bigia, calpestata da animali &#8211; cani, cavalli. Sfumature di blu, di azzurro, tra onde vuote di bagnanti e cielo sgombro. Un respiro di freddo a farsi brivido sulla pelle. Un annuncio di tramonto imminente nell&#8217;aria. Il respiro calmo del vuoto. E poi una palla, una biglia, un bambino. Un attimo sospeso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chilometri di niente. Sabbia bigia, calpestata da animali &#8211; cani, cavalli. Sfumature di blu, di azzurro, tra onde vuote di bagnanti e cielo sgombro. Un respiro di freddo a farsi brivido sulla pelle. Un annuncio di tramonto imminente nell&#8217;aria. Il respiro calmo del vuoto.</p>
<p><span id="more-620"></span></p>
<div id="attachment_621" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/17.jpg"><img class="size-medium wp-image-621 " title="Andrea e il mare" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/17-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea e il mare</p></div>
<p>E poi una palla, una biglia, un bambino. Un attimo sospeso tra una corsa nella libertà della solitudine e una buca scavata a immaginare tesori.</p>
<p>Cosa gli passa per la mente, cosa rimane nei suoi occhi? La sabbia gli si infila tra i vestiti in disordine e lui la porta con sé come un ricordo che graffia. E proprio per questo è difficile da cancellare.</p>
<p>Io sto seduta qui dietro, l&#8217;umido che dalla rena sale alla schiena, e lo osservo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescaromanacapone.it/archives/620/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Istantanee di un&#8217;estate</title>
		<link>http://www.francescaromanacapone.it/archives/554</link>
		<comments>http://www.francescaromanacapone.it/archives/554#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 11:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
				<category><![CDATA[miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[parole in libertà]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaromanacapone.it/?p=554</guid>
		<description><![CDATA[Mi piace ascoltare le storie. Spesso me le raccontano i libri, a volte le persone, ogni tanto un oggetto o un&#8217;immagine. Sono incontri casuali che si infilano prepotenti nella mia vita: mi raccontano e raccontano di me. In questi giorni ho trovato due foto. Le ha scattate Francesco Scirè, certamente pensando ad altro. Io ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace ascoltare le storie. Spesso me le raccontano i libri, a volte le persone, ogni tanto un oggetto o un&#8217;immagine. Sono incontri casuali che si infilano prepotenti nella mia vita: mi raccontano e raccontano di me. In questi giorni ho trovato due foto. Le ha scattate Francesco Scirè, certamente pensando ad altro. Io ci ho letto l&#8217;immagine autentica della mia estate.<span id="more-554"></span></p>
<p>Entrambe prendono la realtà alle spalle. Una prospettiva inedita per una fotografia che, di solito, guarda spavaldamente in faccia le cose, le inquadra, le ferma inchiodandole allo sguardo frontale. Così chi guarda queste foto è come se spiasse una realtà nella quale è immerso ma alla quale non appartiene.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fra64_photoalbum/4809512696/in/photostream/"><img class="alignright size-medium wp-image-559" title="4809512696_a91f42d284" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/4809512696_a91f42d284-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>Io sono lì, dietro quelle persone che si godono un tramonto sul mare. Le sbircio con un po&#8217; d&#8217;invidia, le osservo mentre compiono gesti comuni &#8211; parlare, prendere in braccio un bambino, rilassarsi &#8211; e penso a quanto anche cose così minute possano diventare impossibili, lontane, irraggiungibili. E se anche mi avvicinassi, se parlassi alla donna in piedi accanto all&#8217;ombrellone, non mi capirebbe. Non oggi. Forse tra un anno la mia estate somiglierà alla sua; ora posso solo accontentarmi di spiarla.</p>
<p>Anche i girasoli voltano la schiena. Sono migliaia nei campi umbri, li vedo ogni giorno più alti. Alcuni iniziano a chinare il capo pesante di semi oleosi. Non questi fermati da Francesco. Sono ritti, impettiti, spavaldi. La luce di quel sole che detta le loro giravolte attraversa i petali e li accende di un giallo carico, maturo.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fra64_photoalbum/4803888279/in/photostream/"><img class="alignleft size-medium wp-image-558" title="4803888279_6b3247d630" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/4803888279_6b3247d630-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>Amo i girasoli, amo i campi che esplodono dei loro colori, amo l&#8217;allegria che mi si infila sotto la pelle quando li vedo. In questi giorni e in questi mesi sono una presenza lieta che mi scorre accanto nei tanti viaggi sulla stradina che attraversa le valli. Anche loro un po&#8217; spiati, mi ricordano però di alzare gli occhi, di guardare più lontano.</p>
<p>Non ho molto altro da dire: queste due fotografie parlano per conto loro, come del resto mi pare facciano tutti gli scatti di Francesco che ho potuto vedere <a href="http://www.flickr.com/photos/fra64_photoalbum/">qui</a>. Ci trovo una capacità narrativa ed evocativa fortissima e una grande prossimità al mio sguardo sulle cose. Perciò gli sono grata di aver acconsentito a farmene appropriare un po&#8217;!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescaromanacapone.it/archives/554/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paziente</title>
		<link>http://www.francescaromanacapone.it/archives/549</link>
		<comments>http://www.francescaromanacapone.it/archives/549#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 15:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
				<category><![CDATA[miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mumble mumble]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaromanacapone.it/?p=549</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono tre foto nella stanza. La prima rappresenta un prato di fiori selvatici: margherite, papaveri, non ti scordar di me. La seconda è un paesaggio tipico di queste colline: uliveti, campi di grano, valli coltivate. Quella al centro, invece, rappresenta una spiaggia tropicale col suo mare cristallino, la sabbia bianca e le palme. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tre foto nella stanza. La prima rappresenta un prato di fiori selvatici: margherite, papaveri, non ti scordar di me. La seconda è un paesaggio tipico di queste colline: uliveti, campi di grano, valli coltivate. Quella al centro, invece, rappresenta una spiaggia tropicale col suo mare cristallino, la sabbia bianca e le palme.</p>
<p><span id="more-549"></span></p>
<p>Per essere una stanza d&#8217;ospedale, dedicata alla terapia in day hospital, è fin troppo gaia e linda. Le tre foto le regalano un poco di colore a spezzare il bianco e il verde asettico di questi corridoi. Non mi manca il tempo di guardarle: una mattinata intera, cinque ore, passate per lo più in attesa. Accompagno mio padre e mi permetto il lusso di osservare e riflettere.</p>
<p>Attesa. A questo, forse, si riferisce l&#8217;origine del termine &#8220;paziente&#8221;. Perché davvero tutto ti costringe ad assumere un atteggiamento di pazienza rassegnata. I malati sono molti, le infermiere e i medici anche, ma mai abbastanza. Tutti aspettano, ciascuno chiuso nel suo dolore e nella sua paura. E più si aspetta, più ci si fa piccoli e umili, si ritorna bambini.</p>
<p>Anche questo, mi sembra, congiura a demolire la dignità dei malati. Non è colpa di nessuno: il personale fa quel che deve, è gentile, premuroso. I medici sono attenti e si rivolgono ai pazienti con cortesia e precisione. Ma sanno che tu sei lì e li aspetti. E che, dopo di te, ce ne sono tanti altri che attendono. E questo, inevitabilmente, fa differenza.</p>
<p>Così passo la mattina, tra letture, lunghe passeggiate nei corridoi, mappe di sofferenza disegnate sui volti vecchi e giovani, porte chiuse. Così la passa mio padre, ormai sempre più paziente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescaromanacapone.it/archives/549/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Studiare a memoria</title>
		<link>http://www.francescaromanacapone.it/archives/433</link>
		<comments>http://www.francescaromanacapone.it/archives/433#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 11:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
				<category><![CDATA[miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mumble mumble]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescaromanacapone.it/?p=433</guid>
		<description><![CDATA[Esiste un posto in cui sono raccolti diari, memorie, epistolari della gente qualunque. Un posto dove pagine della quotidianità più elementare, vecchie di cent&#8217;anni o fresche di pochi mesi, vengono lette, archiviate, conservate, messe a disposizione di chi in questo paese ha ancora a cuore la memoria. Non molti, a quanto anche le ultime elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste un posto in cui sono raccolti diari, memorie, epistolari della gente qualunque. Un posto dove pagine della quotidianità più elementare, vecchie di cent&#8217;anni o fresche di pochi mesi, vengono lette, archiviate, conservate, messe a disposizione di chi in questo paese ha ancora a cuore la memoria. Non molti, a quanto anche le ultime elezioni dimostrano. Ma per loro, l&#8217;<a href="http://www.archiviodiari.it/default.htm">archivio diaristico nazionale </a>è davvero un posto magico.</p>
<p><span id="more-433"></span>Ci siamo stati ieri, io e <a href="http://www.lucianoceli.it/">Luciano</a>. Una visita programmata: non è che a Pieve Santo Stefano uno ci capita. Entrambi per capire se l&#8217;archivio potesse conservare memorie utili a un lavoro (uno per ciascuno) in programma. Entrambi stupiti dalla mole di questi documenti autobiografici e dalla ricchezza delle attività della fondazione. Che, peraltro, pubblica questa bellissima rivista  monografica semestrale, <a href="http://www.archiviodiari.it/default.htm">Primapersona</a>. E cura il premio Pieve, realizzando direttamente o promuovendo la pubblicazione dei materiali conservati nell&#8217;archivio. </p>
<p>Il tutto &#8211; c&#8217;è da dirlo? &#8211; con pochissime risorse. Ma, appunto, da questa Italia, proprio questa sputata fuori dalle urne appena qualche giorno fa, non mi aspetto che si investa sulla storia e la memoria. Proprio la coincidenza con i risultati delle elezioni regionali mi ha reso ieri dolorosamente consapevole di quanto invece sia importante curare e mantenere la memoria. Non solo quella collettiva e ufficiale. Ma anche quella individuale, quella delle persone qualunque, quella dei nostri emigranti, quella degli studenti del &#8217;68, quella delle carceri e delle guerre, quella del cibo.</p>
<p>Una storia minuta che a volte sa parlare con forza anche maggiore, perché più diretta, più vicina a ciascuno di noi, più familiare. Perché di questa storia non possiamo dire che non ci appartiene: è la storia dei nostri nonni e delle nostre mamme, è la storia nostra di generazione vuota e incredula. È, infine, il m0saico delle storie del nostro paese tessuto col sudore dei braccianti, con le speranze degli emigranti, con la solitudine delle donne, con la paura dei soldati.</p>
<div id="attachment_434" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a href="http://www.archiviodiari.it/foto/40.html"><img class="size-medium wp-image-434 " title="Il lenzuolo di Clelia Marchi" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/lenzuolo-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una piega del lenzuolo di Clelia Marchi, foto di Luigi Burroni </p></div>
<p>L&#8217;archivio conserva un lenzuolo, un lenzuolo matrimoniale di lino, di quelli che facevano il corredo fino a non molti decenni fa. Negli anni &#8217;80 una donna lo ha usato per scriverci la memoria della sua vita, dopo la morte del marito. E poi l&#8217;ha donato all&#8217;archivio con parole che non ricordo a memoria, ma il cui senso è &#8220;non potendo più consumare il lenzuolo con mio marito, lo uso per scrivere&#8221;. Si commentava con Luciano: l&#8217;urgenza della scrittura&#8230;</p>
<p>Così scrive Clelia, alla prima riga del lenzuolo: &#8220;Care persone fatene tesoro di questo lenzuolo che c’è un pò della vita mia; è mio marito; Clelia Marchi (72) anni hà scritto la storia della gente della sua terra, riempendo un lenzuolo di scritte, dai lavori agricoli, agli affetti&#8221;.</p>
<p>Anche per questa donna, mi pare, è importante che queste parole si conservino. Ma soprattutto che possano tornare vive passando per gli occhi e per i cuori dei lettori. Quelli, almeno, che della memoria non hanno paura.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.francescaromanacapone.it/archives/433/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

