marzo
11
Entro quali limiti è giusto applicare categorie contemporanee ai contesti storici? Non si rischia, così, di traslare indebitamente concetti e saperi in ambiti che non consentono di essere letti attraverso le lenti del presente? E’ giusto falsare l’immagine della storia per trasmettere idee importanti nell’oggi? Sono le domande che mi frullano in testa dopo aver visitato ieri la mostra Homo Sapiens, pur apprezzabile per molti aspetti ma, secondo me, fortemente fuorviante per chi non abbia gli strumenti critici adeguati.
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febbraio
21
In questa stagione la spiaggia è lavata dalle onde e deserta. Orme di passeggiate solitarie si snodano a perdita d’occhio. Il cielo è basso di nuvole e la torre normanna sembra guardare oltre lo strato lattiginoso, verso altre coste e altri mari. Eccola Maiori, che per tutta l’infanzia ho guardato distrattamente salvo averne oggi una dolcissima nostalgia. Il paese di mio padre, di mia nonna, di metà della mia famiglia. Sdraiato lungo la spiaggia bassa, in una posizione che gli fu fatale durante l’alluvione del 1954, e doppiamente dopo, quando gli spazi vuoti furono colmati dal cemento di alberghi e palazzine. Il paese meno bello della Costiera Amalfitana – ho sempre detto e pensato – eppure quello che oggi mi manca di più.
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ottobre
6
Non sarò la prima né l’ultima a sentirsi triste, oggi, di fronte alla notizia della morte di Steve Jobs. Si è già scritto e detto di tutto, d’altro canto il suo cancro al pancreas aveva fatto sì che le redazioni fossero belle e pronte con polposi coccodrilli. Gli utenti mac hanno fatto il resto, inondando la rete di messaggi, ricordi, discussioni. Perciò questo post non serve a niente, se non a dire che mai avrei pensato di provare dispiacere per la morte di un imprenditore miliardario.
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maggio
2
Un mondo visto di sghembo, a cavallo di uno spigolo vivo che separa verosimile e finzione nello spazio già fittizio del quadro. La pittura di Savinio è un gioco di specchi che riverbera mito collettivo, memoria individuale e fantasia. In questi giorni, Milano ospita una bellissima mostra che ripercorre, della vita proteiforme di questo sommo dilettante, il ruolo dell’arte visiva nella sua poetica.
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aprile
10
Di questo fine settimana milanese, graziato da un cielo azzurro poco congruo e da un caldo estivo, mi porterò negli occhi e nel ricordo un quartiere di periferia, uno di quelli cui la deindustrializzazione ha lasciato un silenzio irreale, povere case dignitose, relitti di fabbriche e binari di ferrovie: la Bovisa. Ora so che anche a Milano – città che sempre ho sentito estranea – ho un mio posto, un luogo che mi è entrato dentro.
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marzo
17
I corpi, le luci e ombre, le forme, i veli, i costumi, i ritmi, le scene: Botanica – ma sarebbe più corretto “Organica” – è uno spettacolo totale, uno spettacolo nel senso proprio della parola. Lo spettatore è travolto e coinvolto attraverso lo stupore, l’emozione, il godimento estetico. Le mille trovate sceniche e coreografiche sono una sorpresa continua, una sorpresa alla quale io e mia madre abbiamo assistito ieri sera a bocca aperta, come bambini al circo.
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novembre
18
Anche questo blog ha deciso di dare il suo contributo nell’aiutare i parlamentari a prepararsi al voto di fiducia sul ministro della cultura, Sandro Bondi. (Cristo, vederlo scritto così fa impressione). E lo fa mettendo insieme tre articoli pubblicati in questi giorni da tre diverse testate: Repubblica, Corriere e Il Fatto.
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giugno
8
Forse davvero crescere serve a qualcosa. Per esempio a imparare a gestire il dolore. A trovare un equilibrio tra razionalità ed emotività senza farsi sopraffare dalla freddezza né dalla disperazione. E non è una scelta. C’è qualcosa che ti costringe a questo funambolismo tra i sentimenti, fondamentale per continuare a “funzionare”.
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aprile
16
Se si potessero seguire con il dito, queste linee costringerebbero a torsioni innaturali, a movimenti dolorosi. Un tormento che, da solo, sa essere moderno quanto le geometrie cubiste, le fiammate fauve. Eppure figlio di un’epoca raffinata, discendente di un artista – Klimt – tra i più preziosi di quella Vienna dorata dai toni del tramonto. Nella linea di Schiele tutto questo si concentra, si distilla in una traccia netta eppure varia, che si ingrassa o quasi svanisce. Il rovescio della medaglia, la trama contro l’ordito, la trave nascosta nel muro.
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gennaio
11
In questi giorni sto lavorando a una relazione che mette in connessione il pensiero scientifico e la letteratura. A prescindere dallo specifico oggetto dello studio, questo lavoro mi sta confermando quello che in fondo ho sempre pensato: la specializzazione è probabilmente necessaria, ma obbliga a guardare al mondo con un occhio bendato.
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