.: FRC :. Francesca Romana Capone

Corpo a corpo

giugno 8

Forse davvero crescere serve a qualcosa. Per esempio a imparare a gestire il dolore. A trovare un equilibrio tra razionalità ed emotività senza farsi sopraffare dalla freddezza né dalla disperazione. E non è una scelta. C’è qualcosa che ti costringe a questo funambolismo tra i sentimenti, fondamentale per continuare a “funzionare”.

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In una linea

aprile 16

Se si potessero seguire con il dito, queste linee costringerebbero a torsioni innaturali, a movimenti dolorosi. Un tormento che, da solo, sa essere moderno quanto le geometrie cubiste, le fiammate fauve. Eppure figlio di un’epoca raffinata, discendente di un artista – Klimt – tra i più preziosi di quella Vienna dorata dai toni del tramonto. Nella linea di Schiele tutto questo si concentra, si distilla in una traccia netta eppure varia, che si ingrassa o quasi svanisce. Il rovescio della medaglia, la trama contro l’ordito, la trave nascosta nel muro.

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Un occhio bendato

gennaio 11

In questi giorni sto lavorando a una relazione che mette in connessione il pensiero scientifico e la letteratura. A prescindere dallo specifico oggetto dello studio, questo lavoro mi sta confermando quello che in fondo ho sempre pensato: la specializzazione è probabilmente necessaria, ma obbliga a guardare al mondo con un occhio bendato.

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Picasso che gioca

agosto 8

È uscito da poco in DVD un film girato nel 1956 da Henri-Georges Clouzot, direttore della fotografia Claude Renoir, dal titolo “Il mistero Picasso”. Circa ottanta minuti per seguire il genio al lavoro, attraverso una tecnica che fa comparire sullo schermo, tratto per tratto, le opere che via via realizza.

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