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	<title>.: FRC :. &#187; andrea</title>
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	<description>Francesca Romana Capone</description>
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		<title>Un albero da sfogliare</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 22:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, ho aspettato l&#8217;8 dicembre per fare l&#8217;albero di Natale, approfittando della &#8220;scusa&#8221; di doverlo fare per Andrea. In realtà è una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo; un&#8217;occasione per fare qualcosa con le nostre mani e per inventare, ancora una volta, un nuovo modo di guardare al Natale. Stamattina, con Irene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, ho aspettato l&#8217;8 dicembre per fare l&#8217;albero di Natale, approfittando della &#8220;scusa&#8221; di doverlo fare per Andrea. In realtà è una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo; un&#8217;occasione per fare qualcosa con le nostre mani e per inventare, ancora una volta, un nuovo modo di guardare al Natale.</p>
<p><span id="more-964"></span>Stamattina, con Irene e Andrea, siamo andati a visitare &#8220;Più libri più liberi&#8221;, l&#8217;annuale fiera della piccola e media editoria che si tiene a Roma. In macchina abbiamo chiesto al piccolo come avrebbe voluto decorare l&#8217;albero: &#8220;Con i libri!&#8221; &#8211; ha risposto deciso. A partire da questa sua idea, abbiamo pensato di costruire tanti piccoli finti libri con carta riciclata da appendere ai rami dell&#8217;albero di legno svedese.</p>
<p>Anche <a href="http://www.francescaromanacapone.it/archives/664">l&#8217;anno scorso</a> la visita alla fiera era servita come spunto: avevamo infatti appeso all&#8217;albero decine di segnalibri di ogni forma e colore. E in fondo per me non ci potrebbe essere niente di più bello e più beneaugurante di un albero ispirato ai libri, alla lettura, alla scrittura.</p>
<p><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0293.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-965" title="IMG_0293" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0293-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a>Così alla fiera ci siamo appropriati di quanti più cataloghi possibile, soprattutto delle case editrici per bambini che hanno volumi con copertine illustrate e colorate. A casa, abbiamo ritagliato moltissime piccole copertine di vari formati: classiche, quadrate, allungate, rotonde&#8230; Ognuna è stata applicata su un finto libricino ricavato da altri fogli di scarto. Ciascun libricino, a sua volta, è stato appeso all&#8217;albero con fili di lana colorata.</p>
<p><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0288.jpg"><img class="size-medium wp-image-966 alignleft" title="IMG_0288" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0288-223x300.jpg" alt="" width="134" height="180" /></a>Abbiamo passato il pomeriggio in mezzo a ritagli di carta, ridendo come scemi, tagliando, spillando, annodando. Il risultato ci piace moltissimo, forse anche più di quello dello scorso anno! E come sempre, quando rimetto mano a questo vecchio cimelio svedese, mi tornano in mente i natali di quando ero bambina e, con mio padre, inventavamo le cose più strane pur di non piegarci alla banalità della palla dorata.</p>
<p>Quest&#8217;anno mio padre non c&#8217;è più, e per quanto ci giriamo intorno, tutti noi di famiglia temiamo un po&#8217; il peso della sua assenza. Ma quando mi ritrovo a compiere gesti più o meno quotidiani &#8211; scherzare, cucinare, decorare l&#8217;albero &#8211; che me lo ricordano e me lo riportano così com&#8217;era, sento la sua presenza come una parte gioiosa di me, e credo che non ci sia modo migliore di farlo continuare a vivere.</p>
<p><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0294.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-967" title="IMG_0294" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/IMG_0294-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a>Andrea ha anche scritto la sua lettera a Babbo Natale, chiedendo cose ovvie e cose assurde, come al suo solito. Ci crede ancora? Non so, certo gli piace illudersi che esista. E forse si diverte all&#8217;idea di quel vecchio barbuto che, disperato, va in cerca nel suo magazzino di &#8220;un acquario giocattolo con le civette delle nevi&#8221;. Senza dimenticarsi &#8220;un&#8217;agenda per scrivere le mie idee per far l&#8217;albero di Natale&#8221;.</p>
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		<title>Geografia quotidiana</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 08:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si può più rimandare: l&#8217;anno lavorativo e scolastico è cominciato, con tutto il suo ingorgo di impegni, di spostamenti, di movimenti frenetici. Di tempo che scivola dalle mani come un&#8217;anguilla, di stanchezza che si accumula sugli occhi alla sera, tira giù le palpebre come tendaggi pesanti. Ma anche di sorrisi che mi vengono a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può più rimandare: l&#8217;anno lavorativo e scolastico è cominciato, con tutto il suo ingorgo di impegni, di spostamenti, di movimenti frenetici. Di tempo che scivola dalle mani come un&#8217;anguilla, di stanchezza che si accumula sugli occhi alla sera, tira giù le palpebre come tendaggi pesanti. Ma anche di sorrisi che mi vengono a trovare spesso, di una serenità che non ha grandi appigli ma che ha deciso di non arrendersi. E in questa ripresa, la geografia ha un suo posto, perché indica spostamenti e richiami a culture diverse&#8230;</p>
<p><span id="more-924"></span><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/foto_mappe_antiche_22.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-925" title="foto_mappe_antiche_22" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/foto_mappe_antiche_22-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mi spiego. Delle piccole novità che ogni anno costellano il nuovo avvio, ce ne sono alcune che implicano uno spostamento del pensiero in aree geografiche e culturali lontane. Casuali, ma forse nemmeno troppo: questo paese mi sta sempre più stretto, così come la sua (in) cultura. Per tornare a viverlo e apprezzarlo sento il bisogno di allontanarmi. E poiché non ho molte possibilità di farlo realmente, lo faccio con la testa, che in fondo è la mia parte più vitale.</p>
<p>Intanto, mi sono iscritta a un corso di arabo per principianti. Sono terribilmente interessata alla storia della scienza arabo-islamica medievale e la lingua è una chiave di accesso privilegiata. Soprattutto perché l&#8217;arabo classico (quello scritto, letterario e ufficiale) non è mai cambiato. E la scrittura araba è un mondo di ricchezza, anche estetica. Perciò mi piacerebbe imparare a leggere e scrivere, obiettivo che richiederà &#8211; immagino &#8211; anni di studio, ma che penso valga la pena darmi.</p>
<p>Andrea, invece, ha iniziato a fare kung fu. Una sua scelta, di fronte alla quale non ho espresso (pre) giudizi. E ora siamo in due a esserne entusiasti. Entrare nella filosofia dell&#8217;arte marziale significa anche ragionare dell&#8217;equilibrio tra potere della mente e controllo del corpo. Oltre che orientarsi alla disciplina e al rispetto. Tutti aspetti altamente formativi per un bambino e non solo&#8230; Un approccio al cosiddetto sport molto, molto diverso da quello competitivo occidentale. Ogni volta resto a guardare affascinata il mio piccolo impegnato a riprodurre gesti, ascoltare pensieri, vivere questa esperienza con ragazzi molto più grandi di lui. E gli sta facendo molto, molto bene sul carattere e sul comportamento.</p>
<p>Infine, una piccola rivoluzione nella geografia familiare. Mia nipote che da Firenze viene a vivere a Roma e, temporaneamente, da me. Con gli ovvi problemi di spazio, ma anche la gioia di averla vicina, la tranquillità di poter contare su di lei per un aiuto con Andrea, la felicità del piccolo all&#8217;idea di convivere per un po&#8217; con l&#8217;adorata cugina. Strano però&#8230; E&#8217; così tanto tempo che non convivo con un adulto&#8230;</p>
<p>Ecco, così si riposizionano i miei luoghi quotidiani. Mentre continuo a viaggiare nella scrittura e, anche, nella lettura (Vollmann, con la sua storia simbolica della fondazione dell&#8217;America). Sperando che i piedi, prima o poi, possano seguire la mente&#8230;</p>
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		<title>Benvenuta Ipazia!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 17:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sapevo che non avrei resistito a lungo senza un gatto a far danni per casa. Così venerdì scorso, con Andrea, siamo andati a prendere una micro micina di un mese e mezzo. Femmina, come desiderava lui. E nera, tutta nera, senza nemmeno un pelo bianco. L&#8217;abbiamo chiamata Ipazia e ci sembra che il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevo che non avrei resistito a lungo senza un gatto a far danni per casa. Così venerdì scorso, con Andrea, siamo andati a prendere una micro micina di un mese e mezzo. Femmina, come desiderava lui. E nera, tutta nera, senza nemmeno un pelo bianco. L&#8217;abbiamo chiamata Ipazia e ci sembra che il nome le si adatti a meraviglia. Vispissima e coccolona, sta già riempiendo le mie giornate, anche perché abbiamo instaurato un rapporto simile a quello dell&#8217;ochetta con Lorenz.</p>
<p><span id="more-916"></span><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Ipazia1268111.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-918" title="Ipazia126811" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Ipazia1268111-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Ipazia l&#8217;abbiamo presa in Umbria, da una coppia che ha salvato la sua cucciolata semiabbandonata. Ha mostrato subito un caratterino assai diverso da quello di Otto. Tanto lui era pauroso e timido, quanto lei è intraprendente. A casa di mia madre, nella grande stanza da letto, ha subito preso le misure. Ha capito che dal letto riusciva a scendere ma per salire doveva arrampicarsi con le unghie, ha trovato la cassetta, ha mangiato e bevuto e poi è venuta fuseggiando a pretendere una buona dose di coccole.</p>
<p>Le foto non rendono l&#8217;idea: è poco più grande della mia mano. Ha circa un mese e mezzo ma si vede che ha dovuto fare un corso accelerato di adattamento alla vita. Anche qui a Roma, dove l&#8217;ho portata questo pomeriggio, ha preso immediatamente le misure di casa, individuato cibo e cassetta. E letto dove prendersi le coccole. Otto, a suo tempo, passò una settimana sotto un mobile: è proprio vero che anche gli animali hanno un carattere individuale e unico!</p>
<p><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Ipazia226811.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-919" title="Ipazia226811" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Ipazia226811-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Ipazia è l&#8217;ultima tappa di una bella estate. E mi aiuta a mantenere fermo il sorriso anche ora che, piano piano, le attività riprendono. Ho un altro microbo di cui prendermi cura, oltre a quello di un metro e quaranta pieno di lentiggini (che però, ancora per qualche giorno, si gode la campagna). Anche il blog l&#8217;ho lasciato un po&#8217; dormire perché la mia, per quanto breve, è stata vacanza davvero.</p>
<p>E adesso scappo: Ipazia reclama coccole!</p>
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		<title>L&#8217;eredità delle parole</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 12:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Semola, il gatto di Sergio, si riposa un minuto di fronte alla finestra della cucina. Lo ospito da dieci giorni, mentre Andrea è al mare col papà. È un gatto rosso di nemmeno un anno, un simpaticissimo terremoto che mette a soqquadro casa ogni notte. E di giorno tenta di venirmi a mangiare dal piatto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semola, il gatto di Sergio, si riposa un minuto di fronte alla finestra della cucina. Lo ospito da dieci giorni, mentre Andrea è al mare col papà. È un gatto rosso di nemmeno un anno, un simpaticissimo terremoto che mette a soqquadro casa ogni notte. E di giorno tenta di venirmi a mangiare dal piatto, allungando in un lampo la zampa e portandosela alla bocca come fosse un cucchiaio.</p>
<p><span id="more-906"></span></p>
<div id="attachment_910" class="wp-caption alignright" style="width: 208px"><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/semola.jpg"><img class="size-medium wp-image-910  " title="semola" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/semola-300x288.jpg" alt="" width="198" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Semola a due mesi</p></div>
<p>Mi avvicino per fargli una carezza, e dalle labbra mi sfugge la parola &#8220;filibustiere&#8221;. Ne sento il suono prima ancora di averla compitata in testa e mi colpisce come una frustata: era un termine che usava mio padre con le bestie o con i bambini, come sinonimo di mascalzone. E io lo so che non è una parola &#8216;mia&#8217;, che forse mai l&#8217;ho adoperata in questo modo. Ma è proprio un&#8217;eco, un altra veste di cui si copre il ricordo.</p>
<p>E sarà un caso, certo lo è, ma oggi è il 27 luglio. Mio padre se ne è andato 5 mesi fa, il 27 febbraio; Otto tre mesi dopo, il 27 maggio. Oggi mi ritrovo in bocca una parola paterna e la rivolgo a un gatto che non è il mio. La memoria è un terreno curioso, oscuro come un bosco fitto, con improvvise radure invase di sole.</p>
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		<title>Sintesi illuminante</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 10:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso Andrea, quando non ha un gioco che desidera, lo costruisce. Abbiamo in casa moltissimi &#8220;videogiochi&#8221;: fogli di carta o cartoncino dove disegna scenari e protagonisti, nonché i pulsanti per muoverli e l&#8217;andamento della partita nel tempo. Oppure abbiamo vari robot di cartone, in sostituzione di quelli ben più brutti e costosi in pura plastica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso Andrea, quando non ha un gioco che desidera, lo costruisce. Abbiamo in casa moltissimi &#8220;videogiochi&#8221;: fogli di carta o cartoncino dove disegna scenari e protagonisti, nonché i pulsanti per muoverli e l&#8217;andamento della partita nel tempo. Oppure abbiamo vari robot di cartone, in sostituzione di quelli ben più brutti e costosi in pura plastica. Ieri ha deciso di farsi le carte dei Pokemon: le ha ritagliate nel cartoncino e, con i pennarelli, ci ha disegnato sopra ipotetici mostriciattoli, colpi mortali, numeri di potenza.</p>
<p><span id="more-844"></span><a href="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/uomouccello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-846" title="uomouccello" src="http://www.francescaromanacapone.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/uomouccello-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Ero con Barbara a chiacchierare quando è venuto a mostrarci la sua opera. Due carte, ciascuna con un personaggio del quale veniva a declamarci l&#8217;immaginaria storia. Ecco, con la tipica innocenza del bambino, la storia del suo &#8220;Uomo Uccello&#8221;, la cui arma mortale è &#8220;Infuoca tutto&#8221;. (Noi abbiamo mantenuto un ammirevole aplomb per tutta la durata del racconto, salvo poi scompisciarci).</p>
<p>&#8220;L&#8217;uomo &#8211; ci ha raccontato Andrea &#8211; è nato dalla terra. L&#8217;uccello dalla lava. Poi è arrivata una magia che li ha messi insieme&#8221;. Basterebbe questo, ma no, c&#8217;è dell&#8217;altro! Con gli occhi socchiusi a sottolineare un terribile sviluppo della storia, Andrea continua: &#8220;ma l&#8217;uccello, figlio della lava, spinge sempre l&#8217;uomo verso il fuoco, le cose pericolose&#8230;&#8221;</p>
<p>Ora, io non credo che mio figlio sia un genio. Penso piuttosto che, inconsciamente, abbia imbroccato una metafora perfetta, di quelle degne di essere scritte nelle prime pagine dei miti fondatori. Ma non temete: ormai  l&#8217;Uomo Uccello è al sicuro, nel mio portafoglio&#8230;</p>
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