Elogio dell’improvvisazione
(Sottotitolo: non programmerò mai più niente).
Ogni tanto uno prova a programmare qualcosa. A organizzare tempi e modi di un viaggio, per esempio. Magari in corrispondenza del proprio compleanno. Ecco cosa può succedere.
Era agosto, mi sembra, quando mi ha chiamato Andrea, amico e libraio genovese da cui avevo presentato il libro in giugno. Girando per il sito aveva visto la data del mio compleanno. Ci teneva a organizzare un secondo appuntamento ligure e mi ha proposto di tornare per il 16 novembre. Ho risposto subito sì.
Il 16 veniva di giovedì. Così ho iniziato a pensare di prendermi un po’ di vacanza, magari fino alla domenica. O addirittura tutta la settimana. Ho centellinato i giorni di ferie per tenermi libera in quei giorni. Ho iniziato a immaginare il modo per portarmi su un po’ di famiglia. Siamo più o meno a settembre.
Arriva ottobre. Esce fuori una trasferta per lavoro in Sardegna a ridosso della data genovese. È un lavoro a cui tengo, riesco a organizzarmi con un traghetto che mi porta a Genova il 16 all’alba. Va bene, non sarà una settimana, ma restano comunque quattro giorni fino alla domenica.
Mobilito gli amici liguri per trovare una sistemazione per me e la mia famiglia: abbiamo deciso che mi raggiungeranno mio marito, mio figlio e i miei genitori. Grazie a Giorgio, altro amico prezioso, fermiamo due stanze in un B&B fino alla domenica.
La sera del 13 mi imbarco a Civitavecchia con i bagagli per una settimana. Il primo giorno in Sardegna, all’ora di pranzo, mi chiama mio marito: Otto, il nostro gatto, ha i calcoli renali. Il veterinario gli ha fatto l’antibiotico ma non è detto che possa stare quattro giorni solo a casa. Va bene, cercheremo una soluzione.
Già, ma non è finita qui. Mercoledì mattina Sergio mi comunica che il bimbo ha vomitato la sera prima e non sta molto bene. Decidiamo di aggiornarci per vedere cosa fare. Nel frattempo i miei, che vivono in Umbria, hanno raggiunto l’altro pezzo di famiglia a Roma. Otto sta meglio. In tarda mattinata le condizioni di tutti sembrano migliorate, riprende quota il viaggio a Genova. Bene, tutto sotto controllo.
No. È pomeriggio, sono stata in barca e il cellulare non prendeva. Quando torna il campo, trovo una serie di chiamate da casa. Ultime notizie: Sergio ha due colloqui di lavoro. Ovviamente entrambi giovedì. Non potranno venire su.
Ecco. Va bene, sono dispiaciuta ma penso: sono mesi che mi organizzo questi giorni, io almeno mi godrò Genova, se non proprio fino a domenica, almeno fino a sabato. Disdico le stanze nel B&B e chiedo ospitalità all’Andrea genovese. Mi imbarco mercoledì sera un po’ triste ma ancora convinta che almeno il mio, di programma, non sarà del tutto stravolto.
Intermezzo. Il traghetto dell’andata ha fatto due ore di ritardo. Mi avvicino quindi a un addetto e chiedo: “A che ora è previsto l’arrivo a Genova?”. Mi osserva serio. “Siamo sempre arrivati alle 6.30 – dice – a meno che lei non porti sfiga!”. Così. In un’altra circostanza mi sarei arrabbiata. Vista la situazione, gli ho risposto: “Allora temo che vi convenga mandarmi a nuoto”.
Arrivo, invece, puntualissima. Sotto il peggior diluvio che io possa ricordare. La giornata è piena di cose belle, ma le notizie da Roma non sono delle migliori. Colloqui inconcludenti, Andrea ha vomitato di nuovo, a mia madre hanno portato via la macchina. Per fortuna la presentazione, l’accoglienza e l’affetto degli amici genovesi mi consolano un po’.
Venerdì mattina, da Roma, il bollettino è di guerra. Si è ammalato anche Sergio, devi rientrare. Sabato sera ti festeggiamo a Roma. Ecco fatto. Fine della vacanza. Riparto in treno il pomeriggio. I miei genitori mi vengono a prendere in stazione. Mia madre è un po’ pallida. Neanche il tempo di entrare a casa, e inizia a vomitare anche lei.
Vado a dormire tra il riso e il pianto nel mio piccolo ospedale da campo. Sabato dovevamo fare una cena da un’amica con i sopravvissuti. Ovviamente mia madre, mio marito e mio figlio danno forfait. C’è ancora tempo perché si rompa la macchina di mia sorella, però.
Morale: non prendo più impegni oltre le 24 ore!