1 anno
Oggi è il compleanno del mio libro.
Esattamente un anno fa, verso le sette di sera, di ritorno da un viaggio a Vicenza, mi precipitavo in libreria per vedere se era vero. La pila dei volumi odorosi di carta nuova era lì. Ho provato un’emozione grande che ha similitudini solo con la nascita di mio figlio.
Però in questo caso era diverso. Lì davanti non c’era una creatura autonoma, distinta da me. Era come se avessi partorito una parte di me stessa.
Mi sono sentita così anche quando ho esposto i miei quadri: nuda, indifesa, offerta all’indagine di chi di me non sapeva nulla. E come i corpi che dipingevo erano senza volto, così il libro era fatto di parole mute.
Se ho imparato qualcosa grazie a questa esperienza è che chi ha letto il mio libro mi conosce meglio di chi magari mi vive a fianco da anni. E qualcuna di queste persone che è inciampata – magari per caso – in quelle pagine, è diventata parte della mia vita. Amici con i quali condivido un’intimità profonda, che amo e che mi amano in maniera tutta particolare.
Alcuni, poi, di amici, li ho ritrovati. Magari perché un brandello di frase stampata era loro rimasta in gola da anni. Certo anche con loro ho un rapporto oggi molto più forte, più caldo.
A distanza di un anno, molte cose sono cambiate. E tutte – nel bene e nel male – le sento legate alla scrittura. Ho finito il secondo libro, il primo romanzo. È stato un lavoro arduo, faticoso e che mi ha scavato dentro molto più di quanto non immaginassi. In questo periodo ho messo mano a qualcosa di nuovo.
Non so cosa sarà successo di qui a un anno. Ma sono certa che la scrittura mi sarà compagna.