Frammenti di un diario (2 luglio – 1 agosto 2007)
2 luglio, ore 21.15
Mi sembra di essere tornata indietro di dieci anni. Una casa collettiva, e per questo di nessuno. Una camera non mia della quale mi sono appropriata. Suoni e odori che non mi appartengono, ai quali presto si mischieranno i miei (…) Mi manca Andrea. La sua voce squillante al telefono me lo restituisce gioioso e irruento, faticoso e tenero com’è nei suoi tre anni. Però sono felice di questo spazio e di questo tempo miei (…) Io sto bene. Ho un’emozione positiva dentro anche se uscire stamattina con la valigia è stato forte (…) Una lama di sofferenza e insieme una sferzata di gioia positiva per il nuovo che mi spalanca le braccia (…) Da allora me la sento dentro questa bellezza. Ed è forza e allegria, anche un po’ incoscienza (…) Comunque sono in pace, ed è tanto che non mi sento così.
3 luglio, ore 1.00
Ho avuto una nottata movimentata (…)Ho letto, sentito musica e soprattutto pensato, pensato tanto (…) Sono andata a cena da Stefi, oggi compie 36 anni (…) A casa ho fatto mangiare i gatti e dato l’acqua alle piante. Il gelsomino della nonna di Madda ha fatto un fiore! Mi chiedo se l’avrei visto un anno fa…Oggi mi manca Andrea. Le sue coccole e il suo modo speciale di farmi ridere. Le sue grida e la sua frenesia. I libri letti sul lettone mentre fa un ‘ciuccino’. Venerdì sarà già diverso: colorito, profumato di salsedine, eccitato dal mare.
5 luglio, ore 19.40
Una giornata esaurita in una manciata di ore (…) Sono passata con Sciltian a casa di Trastevere per prendere le valigie: domani partiamo (…) È stato strano rientrare in casa (…) La serenità, per il momento, non mi abbandona, ed è già un piccolo miracolo…
8 luglio, ore 22.10
Non vedevo l’ora di tornare qui. Sono stata felicissima di vedere Andrea, forse l’avrei portato con me, ma volevo tornare qui (…) Questi due giorni sono passati così, tra mare e famiglia – sabato sono arrivati anche Stefi e Bizio. E soprattutto tante coccole al mio bimbo grande, dorato e con le lentiggini e gli occhi colore del mare. Ma da stamattina non vedevo l’ora di rientrare a Roma, in questa casa che è un po’ una tana dove posso stare nascosta a leccarmi le ferite (…) C’è Chiara che lavora. Abbiamo fatto due chiacchiere e poi anche io mi sono rimessa a scrivere, finalmente. La madre e il padre hanno iniziato a prendere una forma che non è la loro ma è quella dei personaggi. E così la struttura. Ho scritto tre pagine fitte ed è stato bello ritrovare la mia scrittura. La cena è stata solo una pausa e poi ho lavorato fino alle dieci. Adesso sono sdraiata sul letto, vicino i gatti si strusciano e fanno le fusa. Chiara lavora in salotto e il silenzio è irreale. Sto bene? La domanda me la faccio sempre più spesso. E sempre più spesso mi rispondo di sì.
9 luglio, ore 23.20
(…) Dall’ufficio sono tornata a casa con Marilena (…) Le ho proposto una serata a due e siamo state proprio bene (…) Siamo andate a cena da Sicilia in bocca in Prati. Abbiamo mangiato benissimo (…) Ci siamo dedicate una di quelle serate in cui gli uomini si sentono ma non mancano. È stato bello stare con un’amica senza pensare, a chiacchierare e condividere sofferenze e gioie.
10 luglio, ore 21.50
Che bello dormire bene senza farmaci a interferire col sonno.
11 luglio, ore 18.20
Una delusione sorda (…) Sono andata a casa presto, a leggere e scrivere per ritrovare la terra sotto i piedi. Sto con me, e sto bene (…) Se voglio stare sola, devo sapere che posso non mancare a nessuno. Mi sta bene, devo solo imparare, credo (…) Stasera vado da Sciltian. Ha finito Anelli, cominceremo a leggerlo con Annarita e – forse – Luca. Sarà una bella serata, credo. Sto leggendo I racconti di San Francisco di Maupin. È leggero e divertente. La lettura ideale anche per spezzare con l’immersione nella Romania comunista che mi sto facendo per il libro.
12 luglio, ore 1.20
(…) Io credo che nell’assurdità delle nostre situazioni abbiamo una libertà unica: quella di essere autentiche.
15 luglio, ore 2.40
Difficile condensare questi tre giorni (…) Mi sono tenuta stretta ai miei pensieri positivi per non crollare. E poi c’era Andrea, bello come il sole, abbronzato, sorridente, con una spruzzata di lentiggini sul naso. E finalmente orgoglioso di avere imparato a fare la pipì come i grandi, con tanto di sgrullatina finale! (…) Ho chiamato Marilena. Insieme siamo andate a Villa Ada, poi a pranzo da me (…) Abbiamo chiacchierato un sacco (…) Abbiamo parlato di noi, delle nostre storie e delle storie delle nostre famiglie.
16 luglio, ore 24.40
Quasi l’una. Ieri ho fatto le tre e mezza e stamattina non ho sentito la sveglia. Tutto di corsa (…) Poi è venuta Marilena. Una passeggiata a Coppedè e una pizza a via degli Scipioni. E le nostre belle chiacchiere che mi risvegliano ricordi di follie dimenticate. E mi restituiscono alla parte più vera di me stessa oggi. Stasera mi manca il mio piccolo. Mi manca la nostra nuova vita che ancora non abbiamo vissuto. Ho dentro un insensato ottimismo.
18 luglio, ore 21.50
(…) Ho attraversato la giornata come una sonnambula.
20 luglio, ore 23.15
(…)È passata Marilena e insieme siamo andate a prendere Teresa. Pino cucinava al Casale. Una cena deliziosa come sempre. Siamo stati bene (…) Verso le sette avevo sentito Andrea. Era contento e eccitato. Ha parlato a raffica per minuti. Domani gli portiamo la canna da pesca, sarà felicissimo. Io devo ancora organizzare tutto.
22 luglio, ore 1.30
Oggi al lago con Stefi, poi a cena da Pino e Teresa con Sciltian (…) Non ho voglia di scrivere.
23 luglio, ore 24.00
(…) Il pomeriggio è passato senza riuscire a spremere fuori una lacrima.
24 luglio, ore 1.15
(…) La sera sono stata a cena con Laura, Luca, Fede, Sciltian e Chris, che è arrivato oggi da Toronto. È carino e sorridente, sembra simpatico e davvero ‘decente’, come dice Sciltian (…) Io soffro. Più di quanto vorrei (…) E qual è la via per proteggermi, se c’è?
25 luglio, ore 1.20
(…) Il problema non è non avere confini, è dove metterli (…) Sono frastornata. Ho paura di avere rovinato tutto. Le lacrime mi serrano la gola ma non escono (…) La sera, con Marilena, siamo state a Villa Ada per un concerto stupendo: Salis, l’orchestra macedone e Paolo Fresu (…)È stato bellissimo. Scatenato e dolce insieme. Ogni assolo di Fresu era una mano a carezzare lo stomaco. Mi sono infilata le unghie nella carne delle mani senza accorgermene.
26 luglio, ore 21.15
Stanchezza. Occhi pesanti, corpo torpido. Questo sento ora (…) E questo dolore che mi si allarga dentro. Il senso di rovinare tutto, di non essere capace di conservare niente. Neanche questa cosa che si è rivelata tanto preziosa per me. E poi la rabbia. Cupa, persistente. Che non mi lascia.
27 luglio, ore 23.30
Un grande dolore, immenso (…) Le lacrime sono scese, senza controllo, i singhiozzi hanno bloccato la gola (…) A pranzo a Villa Glori ho di nuovo dato sfogo al pianto (…) e mi sembrava di non riuscire più a smettere (…) Che ci sia uno spiraglio per respirare…
29 luglio, ore 1.55
Come si fa a vivere con questa oppressione alla bocca dello stomaco? Si fa (…) Dai miei ho continuato a ingoiare lacrime, godendomi però il mio piccolo. Stanotte ho dormito. Stretta al mio amore, a quello che sarà forse il mio unico amore (…) Poi di nuovo il pianto mi ha assalito. Incredibile quanto mi fossi scordata della sua forza (…) Ho paura di domani.
30 luglio, ore 2.10
Mi sento spaccata a metà. Da un lato continuo a ‘funzionare’, a essere efficiente. Dall’altro sono prostrata da una sofferenza che non credevo di arrivare a provare. Per tutta la mattina le lacrime hanno continuato a scendere ogni volta che me lo potevo permettere (…) Nel pomeriggio ho provato a leggere, ma la mente continuava a scappare (…) Con un pensiero fisso come un cupo rumore di fondo. Anche la notte è dura.
31 luglio, ore 22.10
Un altro giorno senza (…) Stanotte ho dormito forse tre ore. Continuo ad accumulare stanchezza che oggi è testa che gira e labbra che pulsano (…) Mi sento come se tutte le ossa del mio corpo fossero fratturate, un fantoccio senza scheletro e senza viscere. Passerà. Passerà?
1 agosto, ore 1.55
Ultimo giorno – meglio, ultima notte – in questa casa (…) Ho pianto a lungo, non so neanche bene perché. Ero reduce da un sogno incredibile (…) È passata Marilena. Siamo state un po’ a casa sua, poi a cena dal Cordaro. Ho ripreso la mia macchina e sono qui. Ho paura.