Istantanee di un’estate
Mi piace ascoltare le storie. Spesso me le raccontano i libri, a volte le persone, ogni tanto un oggetto o un’immagine. Sono incontri casuali che si infilano prepotenti nella mia vita: mi raccontano e raccontano di me. In questi giorni ho trovato due foto. Le ha scattate Francesco Scirè, certamente pensando ad altro. Io ci ho letto l’immagine autentica della mia estate.
Entrambe prendono la realtà alle spalle. Una prospettiva inedita per una fotografia che, di solito, guarda spavaldamente in faccia le cose, le inquadra, le ferma inchiodandole allo sguardo frontale. Così chi guarda queste foto è come se spiasse una realtà nella quale è immerso ma alla quale non appartiene.
Io sono lì, dietro quelle persone che si godono un tramonto sul mare. Le sbircio con un po’ d’invidia, le osservo mentre compiono gesti comuni – parlare, prendere in braccio un bambino, rilassarsi – e penso a quanto anche cose così minute possano diventare impossibili, lontane, irraggiungibili. E se anche mi avvicinassi, se parlassi alla donna in piedi accanto all’ombrellone, non mi capirebbe. Non oggi. Forse tra un anno la mia estate somiglierà alla sua; ora posso solo accontentarmi di spiarla.
Anche i girasoli voltano la schiena. Sono migliaia nei campi umbri, li vedo ogni giorno più alti. Alcuni iniziano a chinare il capo pesante di semi oleosi. Non questi fermati da Francesco. Sono ritti, impettiti, spavaldi. La luce di quel sole che detta le loro giravolte attraversa i petali e li accende di un giallo carico, maturo.
Amo i girasoli, amo i campi che esplodono dei loro colori, amo l’allegria che mi si infila sotto la pelle quando li vedo. In questi giorni e in questi mesi sono una presenza lieta che mi scorre accanto nei tanti viaggi sulla stradina che attraversa le valli. Anche loro un po’ spiati, mi ricordano però di alzare gli occhi, di guardare più lontano.
Non ho molto altro da dire: queste due fotografie parlano per conto loro, come del resto mi pare facciano tutti gli scatti di Francesco che ho potuto vedere qui. Ci trovo una capacità narrativa ed evocativa fortissima e una grande prossimità al mio sguardo sulle cose. Perciò gli sono grata di aver acconsentito a farmene appropriare un po’!
[...] di Francesco Scirè dedicata ai mercati palermitani. Delle foto di Francesco avevo già parlato qui. L’analogia che ho sentito tra il suo modo di guardare le cose e il mio di scriverne si è [...]