Gentile Silvio
Ho ricevuto a casa la Sua interessantissima lettera con pubblicazione allegata, lettera che ho anche letto ma solo dopo aver chiamato la Cemit Interactive Media (0112227411) per far cancellare i miei dati ed evitare, in futuro, nuovi travasi di bile. Una piccola parentesi: la gentile signorina che mi ha risposto, alla mia richiesta di parlare con il responsabile della privacy, mi ha fatto, sconsolata: “dica pure a me…” e quando ha saputo che avevo ricevuto la Sua ha aggiunto “Ah, ecco”.
Tornando alla Sua, le prime righe rasentano il sublime. “Ai nostri delegati – si legge – è stato impedito di presentare la lista del Popolo della Libertà di Roma e della sua Provincia, con atti e comportamenti a ciò diretti. In quello che è accaduto non vi è stata responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri funzionari, come invece si è cercato di far credere”.
È lodevole da parte Sua stigmatizzare i “comportamenti” di chi ha impedito la presentazione della lista. Sembra davvero incredibile, ma nel 2010 c’è ancora qualcuno che rispetta e pretende il rispetto delle regole. E ciò nonostante 15 anni di Sua illuminata presenza sulla scena pubblica del paese. E poi si sa, il Suo dirigente soffre di pressione bassa, ha avuto un calo di zuccheri e i comunisti hanno subito approfittato di questa sua debolezza.
Ma non importa, Lei ci rassicura che riuscirete a prevalere anche nel Lazio contro un’opposizione che, cito, “sa solo diffondere veleni, pessimismo e catastrofismo”. E poi mi ricorda tutte le emergenze che il Suo governo ha affrontato e risolto: “l’emergenza rifiuti in Campania, il terremoto in Abruzzo, l’Alitalia”. Aleggia lo spettro di san Bertolaso che, tuttavia, non è menzionato, chissà poi perché.
Altre chicche: “abbiamo assicurato un sostegno a chi ha perso il lavoro e introdotto nuove tutele per chi ne era completamente privo, come i precari e gli artigiani”. Giusto. I precari buttati fuori (da un giorno all’altro, ovvio, i loro contratti funzionano così), possono ricevere qualche spiccio di elemosina. Quanto basta per pagare il camion dei traslochi fino al ponte più vicino.
Riforme strutturali, trasporti. Io non volo, come Lei non può sapere, ma viaggio molto in treno. E Lei mi annuncia che con i treni Frecciarossa si va da Roma a Milano in meno di tre ore. Già. 2 ore e 59, per la precisione. Al modico prezzo di 89 euro in seconda classe. E con il piccolissimo particolare che non posso nemmeno decidere di prendere un altro treno: praticamente non ne esistono più su quella tratta. E quelli che ci sono ci mettono il doppio di prima per dar la precedenza ai nuovissimi siluri. Forse ha ragione Lei, è colpa mia che non voglio cedere alla modernità e far girare l’economia.
Un ultimo sguardo alla pubblicazione “Il governo del fare”. Rilevo solo un titolo, molto azzeccato, che mi trova pienamente concorde. “Italia protagonista in Europa e nel mondo”. Vero. Tutti i miei amici che vivono all’estero (sa, quei disfattisti dei “cervelli in fuga”, ma tanto chi se ne frega, mica ci vuole il cervello per affermarsi da noi, come Lei ci insegna), tutti loro, dicevo, affermano che siamo protagonisti delle più saporite barzellette internazionali.
Per tutto questo, mio caro Silvio, La prego di volermi gentilmente risparmiare per il futuro le Sue pregevoli pubblicazioni. Mi creda, non ne sono degna.
Non c’avevo pensato che con il treno a 89 euri chi non prende l’aereo deve essere benestante per viaggiare!
In compenso, con Blu Panorama vai da Roma a Torino o Milano con 25 euri.
Hai fatto benissimo. Io non ho ricevuto nulla. Ma forse Lui avrà pensato che in Lombardia non c’era bisogno: qui leghisti, ciellini e berlusconiani dominano, al punto che quando scendo sotto il Po tiro un sospiro di sollievo.
Ciao.
eh, adesso, Popinga caro, a Roma ti aspetta la premiata ditta Polverini-Alemanno…
Davvero difficile stabilire una classifica.
Incontriamoci a metà strada. Va bene Fiesole?