marzo 23

Solo molta, moltissima rabbia verso questa chiesa che continua a speculare sulla politica usando il corpo delle donne e la dimensione più intima delle persone in generale. Ce n’è per tutti: aborto, matrimonio, omosessualità. E il centrodestra plaude: si sentono i difensori della morale cattolica, loro. Questa banda di puttanieri e ladri. Per tacere dei preti pedofili, perché quelli sì, quelli vanno bene.

I cattolici, dunque, sono invitati a votare tenendo presenti i “valori non negoziabili”. Sopra tutti gli altri, “l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale”. Tralasciando per un momento cosa questo significhi in tema di eutanasia o di accanimento terapeutico, l’aborto è descritto da Bagnasco come “un’ecatombe progressiva”, che si vuole rendere invisibile con l’uso di pillole da assumere in casa.

E come potremmo sorprenderci, visto che l’Italia è l’unico paese europeo dove l’epidurale per il parto è a pagamento anche in ospedale? Eh sì, perché la donna deve partorire con dolore. Perché non dev’essere lei a disporre del suo corpo ma la società, che sia chiesa, ospedale, famiglia. Perciò ben venga l’aborto che, anche in ospedale, è un intervento di bassa macelleria. Doloroso, orrendo. Ne parli, Bagnasco, con le donne che l’hanno subito. Anche per scelta, sì.

Fortunati i preti che possono riempirsi la bocca senza avere nemmeno un’ombra dell’idea di cosa significhi, per il corpo e per la mente, rinunciare a un figlio. Non si abortisce come si fa una passeggiata. Mai. Nemmeno quando è una libera scelta. Si paga un prezzo altissimo in termini di dolore e di lacerazione emotiva. Non serve il senso di colpa cattolico: ci si fa male già abbastanza così. E non sarà la RU a cambiare questo dato di fatto.

Che poi il discorso sia stato fatto quasi ad hoc per scongiurare il voto cattolico alla Bonino, non lo rende meno grave. Forse di più, anzi. Premesso che la Bonino (che pure voterò) non raccoglie le mie simpatie né la mia adesione politica su moltissimi fronti, trovo incredibile che si usi un tema importantissimo come quello della gestione del corpo delle donne a fini politici.

Considerazioni sparse. Continuare a difendere il matrimonio cattolico è ovvio per la chiesa: è un sacramento. Ma cosa c’entra la chiesa con le unioni (e intendo anche i matrimoni con questo termine) civili, etero od omosessuali? Soprattutto in una società in cui la precarietà della vita (lavoro, residenza, legami…) si rispecchia nel fallimento di questa istituzione nata in altri tempi e sotto altre condizioni. Fallimento che è sotto gli occhi di tutti e che dovrebbe, piuttosto, indurre a pensare a come alleviare le sofferenze di persone che, anche in questo caso, non compiono scelte di questo genere senza pensarci. Per esempio col divorzio breve…

La finisco qui. Non mi si venga a dire che Bagnasco ha avuto parole importanti contro la corruzione dei politici o contro la pedofilia nella chiesa. Sono sponde utili a non inimicare del tutto alla chiesa la componente cattolica non berlusconiana. Quanto peso abbiano, lo dimostrano i commenti entusiastici al suo discorso per bocca di corrotti e mafiosi.