febbraio 4

Da giorni e notti – molte – di lavoro intenso, bello, proficuo. Da un pomeriggio di emozione e parole. Da molti sguardi caldi e curiosi, da tanti sorrisi. Riemergo stanchissima, ma piena di cose belle, e di idee. Per dirmi che sì, valeva la pena anche tutta questa fatica.

A dirla tutta, è solo a prendere fiato che sono risalita. Poi giù di nuovo, una scadenza dopo l’altra, un impegno, una c0nsegna, una nuova esperienza che si avvia tra pochi giorni. A volte mi chiedo chi me lo fa fare, perché mi ostino a tenere in mano dieci arance senza essere un giocoliere.

Ma sono fatta così. E il paradosso è che più cose ho da fare, più ne faccio. Grazie, anche, alle persone che mi sono vicine, ognuna a suo modo. A quelle che ieri erano proprio lì con me e a quelle che c’erano con il pensiero, ma c’erano davvero. E a quelle che ci sono state nei giorni scorsi, a certi abbracci soprattutto.

Ieri mattina Andrea, che mi sapeva emozionata, mi ha dato un foglio: una fotocopia in bianco e nero di Goldrake. Così, mi ha detto, la colori all’università, e ritorni tranquilla. Questa cosa della scheda da colorare mi è piaciuta proprio, la ho in borsa anche oggi. E se mi viene il panico pensando a cosa devo fare, posso sempre concentrarmi sul colore dell’alabarda spaziale!