gennaio 25

Gianni Letta è noto per “distinguersi” dalla corte di nani e ballerine berlusconiani. Sottile diplomatico, uomo di stile e altre amenità simili gli sono affibbiate anche dalle (cosiddette) opposizioni. Ebbene, questo fine politico, oggi fa una dichiarazione sconcertante.

“Non ci possono essere graduatorie del dolore, né una classifica dei terremoti. Ma in questi giorni che ci arrivano le immagini del terremoto di Haiti, noi abbiamo il dovere di non dimenticare L’Aquila e l’Abruzzo”. Così, almeno, riporta Repubblica.it.

Mi sembra che poco ci sia da aggiungere al titolo, se non che il provincialismo dei politici italiani, oltre a farci coprire di ridicolo all’estero, ci fa perdere di vista le banali proporzioni. L’Italia, rispetto ad Haiti, è un paese ricco. La scossa è stata di circa due gradi inferiore all’Aquila e gli enormi danni sono stati dovuti, in larga parte, alla negligenza di chi ha costruito.

E senza nulla, ma davvero nulla, togliere  ai 308 morti abruzzesi, ci muoviamo – come direbbero i matematici – su di un altro ordine di grandezza. Ad Haiti si parla di un milione di sfollati e di un numero di vittime che ha un paragone “recente” solo con Hiroshima. Ma Bertolaso si permette di criticare l’organizzazione dei soccorsi che, a suo dire, manca di “leadership”. Bene, proporrei di inviare Berlusconi.

Senso delle proporzioni e senso del ridicolo. Se già solo riuscissimo a recuperare questi, sarebbe un non piccolo passo avanti.

PS Per alleggerire un po’, vi segnalo questo geniale post di Popinga dove potrete leggere un perfetto esempio di articolo pseudo-scientifico su “Maggioranza di governo e catastrofi naturali”.