Un occhio bendato
In questi giorni sto lavorando a una relazione che mette in connessione il pensiero scientifico e la letteratura. A prescindere dallo specifico oggetto dello studio, questo lavoro mi sta confermando quello che in fondo ho sempre pensato: la specializzazione è probabilmente necessaria, ma obbliga a guardare al mondo con un occhio bendato.
Un problema che ho vissuto in qualche modo sulla mia pelle: sono sempre stata affascinata dalla scienza – in particolare dalla matematica e dalla fisica – ma altrettanto lo sono stata dall’arte e dalla letteratura. E il mio percorso di studi sta lì a dimostrare questa oscillazione.
Adesso ho l’occasione di mettere insieme un po’ tutto: la preparazione umanistica, la curiosità scientifica e le competenze nella comunicazione. E, anche, di riflettere su cosa ci stiamo perdendo. Sì perché riprendere in mano testi letterari, critici, storici e filosofici affiancandoli a opere che affrontano lo sviluppo del pensiero scientifico significa avere un quadro di respiro molto più ampio.
Una banalità? Certo, soprattutto se enunciata in termini così generali. Il fatto è che, in concreto, le connessioni sono impressionanti, così come le reciproche influenze. Ma la cosa che più mi turba è che questo studio “comparato” mi ha fatto rivedere alcune idee di partenza, cambiare opinione su determinati fenomeni.
Il che significa – o almeno questo mi sembra – che paradossalmente anche per fare gli specialisti bisogna riuscire ogni tanto a sollevarsi la benda. Perché scrivere di letteratura o di arte senza avere nemmeno una vaga idea del contesto scientifico, significa scriverne male, approssimativamente. E negarsi la possibilità di mettere in discussione idee acquisite.
Chiaramente non voglio dire con questo che un matematico non possa fare buona matematica senza conoscere la pittura. Ma credo che anche gli sviluppi della scienza risentano, reciprocamente, dei temi che in qualche modo “circolano” nella società e che l’arte problematizza. Le famose “idee nell’aria” insomma.
Davvero un peccato avere a disposizione una vita sola…