Caciotte e ricotte
Ieri ho passato una serata bellissima. A casa, con Sciltian, un piatto di pastasciutta e un paio di buone bottiglie di rosso. Una serata semplice, di quelle che ti danno il senso dell’amicizia di una vita. Non c’è quasi bisogno di parlare. Conosciamo l’uno dell’altro espressioni e sfumature. Conosciamo ciò che ci unisce e tutto ciò che è reciprocamente incomprensibile.
Abbiamo mangiato e bevuto con appetito, chiacchierando come non possiamo fare molto spesso: lui vive a Toronto, stomaco e testa in fuga da questo paese mediocre. Ma ci unisce un’amicizia lunga un quarto di secolo e tre quarti della nostra vita. E molte passioni, tra le quali la scrittura.
Perciò dopo cena, già un po’ brilli, ci siamo dati alla lettura. Io ho letto il primo capitolo del romanzo che sto scrivendo, lui i primi due dell’ultimo scritto. Ci siamo scambiati sguardi che danno serenità – gli è piaciuto, le è piaciuto. Ci siamo lamentati delle nostre disavventure editoriali.
E poi abbiamo fatto quelle che a casa mia si chiamano le ricotte e a casa sua le caciotte. Termini metaforici presi in prestito da una storiella morale. Non conosco la sua versione, perciò racconterò in breve quella che mi appartiene. C’è una signora che compra al mercato una ricottina. Posa l’involto sulla testa e comincia a camminare verso casa. E intanto pensa: “di questa ricottina ne venderò metà e con il ricavato ci comprerò due uova. Una la rivenderò, l’altra la farò diventare gallina. La gallina farà le uova. Venderò le uova e comprerò un agnello…”
Eccetera eccetera. La storia va avanti così in base alla fantasia di chi racconta. Finché la signora arriva a pensare: “e quando sarò diventata così ricca, comprerò una casa con un balcone sulla piazza. E tutti quelli che passeranno si inchineranno e diranno ‘buongiorno signora ricottina!’”. E nel dir questo, la donna china il capo e la ricotta cade in terra.
Dunque in casa mia “fare le ricottine” significa proiettare i propri desideri più rosei nel futuro. Non so, giocare il superenalotto immaginando già cosa fare con quei milioni di euro. Cose così. Io e Sciltian, ieri, ci siamo ritagliati il nostro spazio per le ricotte e/o caciotte che dir si voglia. Dove saremo, cosa faremo, chi saremo. I contenuti sono nostri e basta. Ma a volte fa bene sognare insieme a qualcun altro.
Tra qualche giorno tornerà a Toronto. Mi mancherà, come mi manca da quando se ne è andato. E mi mancheranno anche le nostre ricotte…
:°-)
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