dicembre 20

Le illusioni sanno passare attraverso fessure invisibili. Si insinuano come lame affilate nella minima sconnessura. Si nutrono di tutto e di niente, di quello che c’è. Crescono mantenendosi flessibili, inafferrabili. Scivolano tra massicce realtà, pesanti certezze. Si dividono in rivoli impalpabili per tornare a scrosciare più in là.

Abitano qualunque esitazione, prosperano nei silenzi. Si moltiplicano nei momenti di sospensione tra il tic e il tac dell’orologio. Proliferano nelle pause tra due respiri. Camminano come funamboli sul filo degli spazi bianchi tra le righe dei libri. Si annidano dietro le palpebre chiuse.

Non ci si può difendere. Non senza smettere di respirare.