dicembre 19

Nella mia famiglia abbiamo una certa attitudine a “santificare le feste”. Mio padre è noto per affettarsi o rompersi variamente in prossimità di ogni evento lieto. Andrea riesce a farsi venire 40 di febbre a ferragosto o a capodanno. Normalmente le macchine hanno guasti improvvisi e al gatto, bene che vada, viene un attacco di diarrea.

Anche quest’anno abbiamo deciso di onorare la tradizione. Il 15 dicembre c’è stato un terremoto in Umbria del quale si è parlato pochissimo perché, per fortuna, non ci sono stati feriti. Ci sono stati invece danni agli edifici, anche se niente di paragonabile con L’Aquila: in Umbria molte case sono state costruite o ristrutturate dopo il ’97, a norma antisismica.

Di un solo centro si è un po’ parlato sui giornali: la frazione di Spina di Marsciano, 600 anime raccolte in un pugno di case entro un borgo medievale e qualche casale qua e là. Spina, ovviamente, è la frazione più vicina alla casa dei miei. Nessun danno grave, per fortuna, in casa loro, ma molti nei dintorni, e amici sfollati. Con la necessità di una rapida riorganizzazione delle feste: quest’anno si sta a Roma.

Ma a me piace sempre contribuire alla devastazione festiva, perciò ho pensato bene di danneggiare un file sul quale lavoravo da mesi, così da dover ricominciare tutto praticamente da zero. La consegna – neanche a dirlo – è per fine anno. Ci vuole una certa abilità, lo so. Ma noi siamo dei professionisti.