dicembre 15

Andrea, come probabilmente tutti i figli di genitori separati, ha sviluppato le sue strategie. Lo so, questo. Tuttavia non smette di stupirmi la logica dei suoi ragionamenti, elaborati sulla base di quanto io e il padre gli abbiamo spiegato. Qui siamo alle prese con la “voglia di fratellino” ed è una storia a puntate…

Prima puntata

Sera, cameretta, preparativi prima di andare a letto. Andrea: “Mamma, tu ce l’hai un fratellino?” “No, ho una sorella, la zia Secca”. “E la nonna te ne può fare uno?” “No, è troppo vecchietta”. “E tu puoi ancora rimanere incinta?” “Sì, io sì, ma come ti ho spiegato…” “Lo so, lo so, ti devi innamorare di uno che non è il mio papà”.

Bene, l’argomento è assimilato e non fa più effetto. Gli va bene anche così, un fratellino con un altro papà. A questo punto, per smontarlo, provo a prenderlo su una sua debolezza: ogni notte, a una certa ora, viene nel mio letto. Gli dico allora “Guarda che se poi mi innamoro, questa persona dormirà nel lettone con me e non ci sarà più posto per te…” “Ma no, mamma, che c’entra, andrà a dormire a casa sua, come papà”.

Uno a zero per Andrea.

Seconda puntata

Qualche giorno dopo, alla fine di un pomeriggio con gli amici. “Mamma, ho pensato, perché non ti innamori del papà di Leon (compagno di scuola e amico, con genitori felicemente sposati, n.d.t), così il fratellino non me lo devi nemmeno fare”.

Già, c’è Leon bell’e pronto. Due a zero per Andrea.

Terza (e ultima?) puntata

Pomeriggio, casa. “Mamma, ieri con papà ho scritto la lettera a Babbo Natale”. “Cosa gli hai chiesto?” Qui sciorina una serie di aggeggi da “maschio”: mostri, robot e così via. “E poi gli ho chiesto un fratellino pupazzo” “Un bambolotto?” “Sì, così lo posso abbracciare e coccolare, tu puoi dargli il latte e non devi nemmeno rimanere incinta”.

Tre a zero. Logica perfetta. E, tutto sommato, tiro il fiato anche io. Insomma, per il momento, almeno, me la cavo con un bambolotto…