Istruzioni per fare un fratellino
Andrea, come probabilmente tutti i figli di genitori separati, ha sviluppato le sue strategie. Lo so, questo. Tuttavia non smette di stupirmi la logica dei suoi ragionamenti, elaborati sulla base di quanto io e il padre gli abbiamo spiegato. Qui siamo alle prese con la “voglia di fratellino” ed è una storia a puntate…
Prima puntata
Sera, cameretta, preparativi prima di andare a letto. Andrea: “Mamma, tu ce l’hai un fratellino?” “No, ho una sorella, la zia Secca”. “E la nonna te ne può fare uno?” “No, è troppo vecchietta”. “E tu puoi ancora rimanere incinta?” “Sì, io sì, ma come ti ho spiegato…” “Lo so, lo so, ti devi innamorare di uno che non è il mio papà”.
Bene, l’argomento è assimilato e non fa più effetto. Gli va bene anche così, un fratellino con un altro papà. A questo punto, per smontarlo, provo a prenderlo su una sua debolezza: ogni notte, a una certa ora, viene nel mio letto. Gli dico allora “Guarda che se poi mi innamoro, questa persona dormirà nel lettone con me e non ci sarà più posto per te…” “Ma no, mamma, che c’entra, andrà a dormire a casa sua, come papà”.
Uno a zero per Andrea.
Seconda puntata
Qualche giorno dopo, alla fine di un pomeriggio con gli amici. “Mamma, ho pensato, perché non ti innamori del papà di Leon (compagno di scuola e amico, con genitori felicemente sposati, n.d.t), così il fratellino non me lo devi nemmeno fare”.
Già, c’è Leon bell’e pronto. Due a zero per Andrea.
Terza (e ultima?) puntata
Pomeriggio, casa. “Mamma, ieri con papà ho scritto la lettera a Babbo Natale”. “Cosa gli hai chiesto?” Qui sciorina una serie di aggeggi da “maschio”: mostri, robot e così via. “E poi gli ho chiesto un fratellino pupazzo” “Un bambolotto?” “Sì, così lo posso abbracciare e coccolare, tu puoi dargli il latte e non devi nemmeno rimanere incinta”.
Tre a zero. Logica perfetta. E, tutto sommato, tiro il fiato anche io. Insomma, per il momento, almeno, me la cavo con un bambolotto…
Vedi come il senso delle parole cambia con le generazioni? Per me e credo anche per te, il “nuovo fratellino” poteva esclusivamente venire dai nostri genitori, i quali dovevano vivere e dormire insieme per default e per l’eternità. Così invece è tutto più destrutturato. Chissà che tipo di società verrà fuori quando la generazione di Andrea sarà quella che dirigerà. Se oggi c’è troppo individualismo, magari ci sarà una sana reazione e fra 25-30 anni ci saranno famiglie più coese. Io lo spero.
Già, lo spero anche io. E sono comunque contenta che Andrea assimili il concetto che ci si possa voler bene in molti modi diversi e tra persone diverse.
io aspetto un bimbo dal mio compagno 9 anni più piccolo di me, appena separata e con una bimba di 6 anni che si sta appena bituando al nuovo “papà”…la gravidanza nn era attesa perchè atendo di andare via dalla casa del primo patrimonio…vado via io …lui nn mi da soldi solo l’alloggio così mi indebito per comprarmi il necessario e arriva il test positivo… che faccio lo tengo o rinuncio? avevo desiderato tanto un figlio “normale” in un contesto “normale” ora mi sento anormale e sola, senza un soldo e spaventata di nn farcela. vedo tutto nero e spesso ho pensato di farla finita nell ultime settimane. Ho 39 anni nn lavoro e mi sento spaesata da tutto quasto sfacelo, dopo una vita tranquillamente condotta nella infelicità di un matrimonio senza amore ho trovato il coraggio di rompere ,ma forse ho fatto male… gp mi sta sempre vicino e dice che mi ama…ma credo tema di dirlo al padre… che fare? aiuto!
scusate gli errori di battitura….
nn sono granchè esperta…)
Sai cosa penso, Stefania? Che dobbiamo iniziare a prendere coscienza che non ci serve nessuno. Che può essere bello avere qualcuno accanto, ma non è necessario. Si va avanti per se stessi e poi, per chi come me o te ha figli, per loro. Ma io sono con te che hai preferito lasciare una situazione ‘comoda’ ma infelice, piuttosto che restare impantanata. Di casini sono abbastanza esperta anche io e l’unica cosa che ho capito è che, alla fin fine, ce la possiamo cavare. Più che bene!
grazie per avermi risposto…nn sò se riuscirò a cavarmela e nn sò se davvero ho fatto la scelta giusta mettendo un punto alla mia situazine comoda, ma dicerto ancora nn ho deciso sul resto…e tenderei alla vita… se solo la nostra società rendesse più semplice la vita quotidiana alle mamme sole… a presto.
Io sono certa che riuscirai a cavartela se sceglierai di farlo. La vita delle mamme sole è un autentico casino, la società non fa niente di niente di niente. Ma le scelte che hai fatto mi dicono che sei una persona coraggiosa. Oh, e torna a trovarmi, e raccontami…
Buona fortuna, a te e ai tuoi piccoli!
certo! ti dirò com’è finita la storia…ciao